Archivio mensile: ottobre 2013

Il terribile momento in cui si rovesciano i cotton fioc

Il momento in cui si rovescia qualcosa non è mai bello. Il primo esempio che mi viene in mente è quando, la mattina, ci si veste per andare al lavoro: si indossa qualcosa di appena stirato, ancora profumato, con cui ci si sente “a posto” e a proprio agio e improvvisamente… patapumffff! per la fretta o per il fatto di non essere ancora completamente sveglie, ci si rovescia addosso il caffè. Quante volte mi è capitato! Oppure, quando si è a un pranzo di lavoro o a una cena di piacere e ci si sporca con il sugo o altri condimenti, senza poi naturalmente avere la possibilità di cambiarsi. Anzi, tentando di togliere la macchia con tovaglioli imbevuti di acqua (sì, lo so che la frizzante è considerata il top, ma sulle mie macchie non funziona :D), la si ingrandisce ancora di più! Che disagio!

Oltre a bevande e cibi sui vestiti ci sono altri “rovesciamenti”, come l’urtare inavvertitamente un oggetto e romperlo: un bicchiere, un piatto, un vaso, peggio ancora se non si è a casa propria ma in un bar, al ristorante oppure da amici. Gli esempi sono davvero tantissimi e ognuna avrà sicuramente il suo aneddoto su “quella volta che ho rovesciato…” 😀 ! Ne ho sentite tante, finora, ad esempio un’amica ha fatto cadere le chiavi di casa in un tombino, un’altra amica ha rovesciato la torta di nozze nel giorno del suo matrimonio, ecc. ecc. ecc. Ahahhahah!

Per quanto mi riguarda, la cosa che più detesto rovesciare sono i cotton fioc! E sapete quante volte, ormai, mi è capitato? Non le conto più! Solitamente mi succede quando sono in ritardo e, in bagno, mi sto preparando in fretta. Quando mi accorgo di aver urtato la confezione è troppo tardi: la sua discesa verso il pavimento è ormai inevitabile! Quei pochi secondi di “discesa libera” sembrano durare un’eternità, mentre seguo la confezione con uno sguardo disperato, aspettando l’impatto 😀 Ed ecco che la confezione raggiunge terra, automaticamente si apre e decine di cotton fioc si spargono sul pavimento: sembra il gioco dei bastoncini cinesi! 😀 Ahahha!

A voi capita mai?

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La dipendenza dal cioccolato

Non so voi, ma io mi sono accorta di mangiare sempre cioccolato: quando sono giù, cerco cioccolato per consolarmi; quando sono felice, mangio cioccolato per festeggiare; quando sono nervosa, al posto di mangiarmi le unghie, mangio cioccolato. Insomma, mangio sempre cioccolato! In casa ne ho una grande scorta e anche nel cassetto della mia scrivania in ufficio. Sono proprio dipendente, quando lo finisco vado in “crisi da astinenza”. Capita anche a voi?

Ve lo chiedo perché di recente, preoccupata per questa ossessione, ho cercato un po’ di notizie su Internet. E quello che è scoperto è allucinante! Ad esempio: lo sapete che la voglia irrefrenabile di cioccolato è un fenomeno diffusissimo ed ha pure un nome? In Inglese, si chiama “Craving”. Dicono che in Occidente sia un fenomeno in continuo aumento, tanto che si consumano circa 7 kg di cioccolato a testa all’anno!

Ma quello che in realtà stavo cercando in Internet è il perché a questa “dipendenza” : è fisica o psicologica? 😀

Avrete sentito o letto tutte quante che il cioccolato aumenta i livelli di serotonina, responsabile del buonumore, ma gli scienziati dicono questo non può creare dipendenza. Ed ecco la verità: la causa è psicologica! Insomma, sono una drogata di cioccolata nella mia testa! 😀

Una cosa divertente che ho trovato è la distinzione in 4 profili di donne “cioccolato-dipendenti”. Vediamo in quale mi riconosco e anche voi date un’occhiata e fatemi sapere qual è il vostro profilo:

1. La sportiva: ricerca nel cioccolato una carica energetica e anche un modo per socializzare;

2. La compensativa: ricorre al cioccolato per ricaricarsi psicologicamente e migliorare l’umore;

3. La ablativa: vive soprattutto l’aspetto del piacere legato al cioccolato e ama anche regalarlo;

4. La passionale: ha un rapporto quasi amoroso con il cioccolato, vive questo alimento come un momento personale, privato, di grande soddisfazione.

Mah, io credo di essere sia la 2, sia la 3, sia la 4. Ahahahha! Insomma, tutto anziché “la sportiva”. E voi?

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Gli eterni bambini

Una delle tante cose dei maschi che non riesco proprio a capire è se davvero non vedano lo sporco in casa, oppure se fingano di non vederlo perché non vogliono dedicarsi alle pulizie.

Quando afferro l’aspirapolvere e inizio a pulire, il mio ragazzo – dal divano – mi guarda con uno sguardo misto tra l’incredulità e il terrore. Incredulità: dice di non capire perché io voglia pulire, dal momento che secondo lui la casa non è sporca, e lo dice con un’espressione tanto shoccata che sembra studiata ad hoc, come per farmi sentire paranoica, una “fissata con le pulizie”. Terrore: visto che lui si sta rilassando sul divano con i suoi intrattenimenti tecnologici, il fatto che io possa chiedergli aiuto o rinfacciargli in seguito di non avermi aiutato, gli sconvolge il suo equilibrio interiore. Insomma, vorrebbe continuare a giocare (sì, proprio come i bambini) senza essere disturbato. Ecco il nostro dialogo standard:

Lui: “Bea, ma cosa fai??”

Io: “Come cosa faccio? Pulisco!”

Lui: “Pulisci?? E perché???”

Io: “Perché è sporco! Non vedi?”

Lui: “Dove? Ma dai! A me non sembra!! E poi hai pulito già una settimana fa!

Io, innervosita ai massimi livelli e con voce stridula: “Ma come non ti sembra?? Non vedi che ci sono le palle di polvere che rotolano sul pavimento?!”

Dopodiché sfogo il fastidio proprio nelle pulizie: ci metto una tale foga che in confronto l’olio di gomito non è niente! 😀 Lui, intanto, continua indisturbato a giocare, talmente assorto da non sentire il rumore dell’aspirapolvere né le mie imprecazioni .

Il clou è però il momento in cui, finito di passare il mocio, lui ha terminato soddisfatto le sue partite e si sta per alzare dal divano in tutta scioltezza. Appena appoggia i piedi per terra lo minaccio puntandogli contro il mocio: “Fermo dove sei! Non vedi che il pavimento è ancora bagnato?? Non ti muovere!” e mi vendico costringendolo a stare ancora seduto per un bel po’! 😀

 

 

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I punti neri

Lo ammetto: vado matta per i punti neri! Quando me ne spunta uno sul viso, per me è un gran divertimento: mi metto davanti allo specchio, cerco la luce giusta e… zac! inizio a schiacciarlo! Che soddisfazione! Mi piace talmente tanto che mi concio la faccia bordeaux. E voi, mentre leggete, non fate quelle espressioni disgustate, perché lo so benissimo che non sono l’unica appassionata, ahahahah 😀 La vera vittima di questa mia contorta passione è però il mio fidanzato, che -per sua sfortuna- ha parecchi “mostri” da schiacciare. Passo ore a “studiarli”, lui pensa che lo stia fissando romanticamente invece mi sto chiedendo da quale iniziare. Prima o poi mi lascerà, per questo 😀

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I piedi ghiacciati

E’ arrivato ottobre e, con lui, anche i piedi ghiacciati. Non so voi, ma in autunno e inverno io ho sempre i piedi ibernati, giorno e notte, 24 ore su 24, indipendentemente dal numero di calzini o dalle scarpe che indosso. 😀 Di sera, quando andiamo a dormire, il mio ragazzo mi prende in giro perché mi metto pigiamoni (poco sexy, lo so :D) e mi copro con il piumone. Mi dice che “esagero”, perché lui – invece – è caloroso e sta in t-shirt e boxer, coperto solo dalle lenzuola. Ebbene, come per tutte le cose negative, anche la “freddolosità” e i piedi sempre congelati hanno un lato positivo: i dispetti al fidanzato o marito!  Il mio mi prende in giro e io, per “vendicarmi”, sapete cosa faccio? 😀 Quando meno se l’aspetta, di soppiatto allungo i miei piedi gelidi sulle sue gambe, ahahah! Lui urla dal gelo e salta per lo spavento. Ahahhaha!

 

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