Archivio mensile: dicembre 2013

I regali di Natale dell’ultimo minuto

Anche quest’anno, per i regali di Natale, mi sono ridotta all’ultimo giorno disponibile: oggi, ossia la Vigilia! Ma sarà mai possibile?!

Eppure mi ero ripromessa di pensarci per tempo, di farmi una lista (perlomeno mentale) delle persone care e delle idee regalo per ognuna di loro.

Conoscendo il mio stile di vita super incasinato, avevo un piano preciso: “Quest’anno comprerò tutti i regali online, così oltre a evitare la ressa nei negozi, risparmierò tempo e soldi e mi vedrò arrivare pacchi e pacchettini comodamente a casa”.

Mi immaginavo già, orgogliosa di essere multitasking, a sentire quel sollievo e quel senso di libertà di chi, il 24 dicembre, ha già pensato a tutto e può meritatamente godersi la magica atmosfera natalizia.

Invece non è andata così. Com’era prevedibile, ho avuto tante altre cose per la testa e, quando mi sono messa su Internet a scegliere i regali, mi sono accorta che era troppo tardi per ordinarli e riceverli prima di Natale. Oibò.

E allora eccomi qua: anche in questo 2013 il triste e stressante copione si ripete: alla Vigilia di Natale, ancora nessuna idea su quali regali fare né a chi, ma in procinto di prepararmi per le corse in centro, tra un negozio e l’altro, prima che chiudano. Ce la farà la nostra eroina? :S

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L’Ipocondria digitale

Una cosa che, purtroppo, faccio spesso è cercare i miei sintomi su Internet. Niente di più sbagliato!

Può trattarsi di un semplice mal di pancia, mal di testa, mal di schiena… di un qualsiasi dolorino qua o là. Avendo una soglia del dolore molto bassa, ogni volta subito mi preoccupo e decido (mannaggia a me!!!) di digitare i miei sintomi su Google.

Regolarmente la mia ricerca dura molto tempo: apro un numero spropositato di link, leggo articoli e forum di qualsiasi tipo. Mi soffermo sui casi che mi sembrano simili al mio, faccio confronti e auto-diagnosi tragiche.

Risultato? Anziché tranquillizzarmi, mi viene un’ansia terribile, qualche volta anche un attacco di panico vero e proprio. Inizio a temere il peggio, mi sento proprio spacciata! 😀

Adesso ve lo sto raccontando ridendoci su, ma in realtà, ragazze, non c’è niente di peggio, quando si sta male, di cercare una diagnosi su Internet! Come buon proposito per il nuovo anno ho aggiunto quello di non farlo mai più. Ci riuscirò? Ahahhaha! 😀

E voi? Siete anche voi delle “ipocondriache digitali”?

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La domanda-tormentone: “Che fai a Capodanno?”

Ogni anno, a dicembre, posso dire che ci sono per me una cosa bella e una brutta.

Quella bella è che si fa il conto alla rovescia al Natale, si aspetta la neve, tutti sembrano più buoni, ci si riunisce in famiglia, si fanno e ricevono dei regali, ecc. Insomma, l’atmosfera di attesa del Natale è davvero suggestiva e magica!

Quella brutta è invece che, a partire rigorosamente dal primo giorno del mese, qualsiasi persona incontri ti rivolge questa domanda: “Cosa fai a Capodanno?”. Sembra che la gente non abbia altri argomenti.

Non importa dove ti trovi o cosa tu stia facendo: la domanda che ti viene sicuramente fatta è dove, come e con chi passerai l’ultimo dell’anno. Sei in ascensore? Qualcuno, per rompere il silenzio imbarazzante, ti chiede cosa fai a Capodanno. Al lavoro sei in pausa caffè? Il tuo collega ti chiede cosa fai a Capodanno. Stai per pagare la spesa al supermercato sotto casa? La cassiera, mentre ti da il resto, ti chiede cosa fai a Capodanno. Vai dal parrucchiere a sistemarti i capelli? Anche lui, gridando per sovrastare il rumore del phon, ti chiede cosa fai a Capodanno.

“Cosa fai a Capodanno?” è insomma la domanda-jolly di questo periodo dell’anno, quella che vale con qualsiasi persona e in qualsiasi circostanza: per rompere il silenzio, per parlare di qualcosa, quando non si hanno più altri argomenti, eccetera, eccetera, eccetera. Una specie di pass-partout, ma… è troppo inflazionata, direi quasi snervante 😀

Se per caso ve lo state chiedendo, io a Capodanno non so cosa farò. E voi? “Cosa fate a Capodanno?” 😀 😀 😀 Ahahhaha!

 

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“Cosa c’è?”, “Niente”.

Oggi vi parlo di una cosa che sono sicura capiti a moltissime donne (forse tutte?)! 😀

Avete presente quando si è con il proprio ragazzo/marito e si è imbronciate per qualcosa? Generalmente si tratta di qualcosa che ha a che fare con lui, per la precisione di qualcosa che lui ha detto/fatto oppure di qualcosa che lui NON ha detto/fatto.

Insomma, per il motivo “x” ci girano le scatole e ce le abbiamo così girate da non riuscire a dirlo (forse è meglio così :D),  ma nemmeno da poterlo nascondere! Ci piacerebbe, forse, che lui lo capisse da solo, ma ci rendiamo conto che è pura utopia e questo non fa che aumentare il fastidio! 😀

Ebbene, a un certo punto (“meglio tardi che mai”), lui si accorge di qualcosa e stupito ci chiede: “C’è qualcosa che non va, amore?” e noi puntualmente neghiamo: “No, non c’è niente”. In realtà, il suo cadere dalle nuvole ci irrita ancora di più e, un po’ vendicative, stiamo pensando: “Sì, eccome se c’è qualcosa che non va! Ma non te lo dico perché dovresti saperlo! Vediamo se lo indovini da solo!”. Aahahahahhaha! 😀

Di solito lui rifà la domanda altre due o tre volte, sperando di ottenere risposta, ma noi continuiamo sulla strada dell’omertà :D. Finché, quando lui non ce lo chiede più e se ne sta per dimenticare, ecco che siamo pronte a svelare “il mistero” con una gran bella scenata! 😀

Ditemi la verità: capita anche a voi? Eh già, noi donne siamo complicate! 😀

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