Archivio mensile: gennaio 2014

I racconti splatter del parto

Io adoro le donne e, in particolare, le mamme. Tutte le mamme, senza alcuna distinzione. In particolare, mi commuovo sempre quando si tratta di una donna in attesa: vedere un’amica, una semplice conoscente o una completa estranea col pancione è per me una magia. Dopo il parto, mi piace tantissimo andare a trovare la neo-mamma per condividerne la gioia, vedere il frugoletto e portare un pensierino. :)

Spesso, però, la poesia si interrompe bruscamente non appena la donna, dimessa dall’ospedale e tornata a casa col neonato, si riprende e inizia a raccontare a chiunque, senza esclusioni e senza scrupoli, la sua epica e cruenta avventura in sala parto.

A me, che non ho ancora avuto figli e come tutte le donne ho un po’ di paura per il parto, questi racconti sembrano inopportuni e poco delicati, perché mi traumatizzano e disgustano. Per fortuna, non tutte le neo-mamme hanno questo strano bisogno di riferire i dettagli splatter a chiunque.

In ogni caso, la situazione peggiore in cui – secondo me- ci si può imbattere, è quando al racconto del parto di una neo-mamma sono presenti altre neo-mamme. Allora vi garantisco che il racconto rischia di trasformarsi in un confronto molto animato, simile ad una gara, su: quanto è durato il travaglio, se e quanto si è urlato dal dolore, quando e quanto si era dilatate, se si è fatta l’epidurale, se il marito era presente in sala parto, se è svenuto o meno, quante e quali strane manovre l’ostetrica ha fatto, eccetera, eccetera, eccetera.

Mi è capitato proprio l’altra sera, a cena da un’amica che ha partorito da poco. Era presente anche un’amica che abbiamo in comune e che, anche lei, è diventata mamma da meno di un anno. Insomma, tre donne a tavola, di cui due neo-mamme. Io non potevo far altro che ascoltarle e annuire, sforzandomi di mangiare. A un certo punto, però, l’amica-padrona di casa ci ha proposto di vedere insieme il video del suo parto! Allora ho appoggiato forchetta e tovagliolo, ho ammesso di avere ormai lo stomaco sottosopra e di non farcela proprio a guardare quel video!

Che dite, sono stata troppo diretta? 😀 Anche a voi è capitato di sentire, vostro malgrado, dei racconti troppo dettagliati e splatter ambientati in sala parto? 😀

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Le gaffes

L’argomento “gaffes” meriterebbe, per quanto mi riguarda, non solo un post ma un libro intero! In quanto a gaffes, infatti, io sono una specialista!

“Gaffes” è un francesismo per indicare, in modo più elegante e leggero, le figuracce che si fanno. I Francesi hanno coniato anche la parola “gaffeur”, per indicare in maniera ironica una persona che incorre spesso in gaffes. Ecco, io sono proprio un’imperdonabile gaffeur. Ahimè!

Potrei elencarvi tutte le mie “prodezze”, ma sarebbe imbarazzantissimo: frasi inappropriate, dette fuori luogo e lapsus a volontà. Le figuracce che ho collezionato finora sono davvero tante, eppure vi garantisco che sono state tutte involontarie, insomma non faccio apposta!

L’ultima risale all’altro giorno e rientra benissimo nella definizione di “gaffe”. Ero alla fermata del bus e, mentre aspettavo, mi è sembrato di vedere un amico dall’altra parte della strada. Aveva la testa china sul cellulare, stava probabilmente leggendo o scrivendo un messaggio, oppure navigando su Internet. In ogni caso, l’ho guardato bene e, una volta sicura che fosse lui, ho iniziato a chiamarlo per nome per salutarlo.

Lui non alzava lo sguardo dal telefonino, come se non mi sentisse. Così ho alzato il tono della voce, gridando il suo nome più forte, e ho iniziato anche a sbracciarmi per attirare la sua attenzione. Risultato: tutti mi guardavano, tranne lui. Allora ho deciso di attraversare la strada per avvicinarmi.

Mentre lo facevo, anche lui finalmente si è accorto di me. Ma anziché salutarmi, con uno sguardo stupito e incredulo mi ha fatto un cenno interrogativo con la mano, come a dirmi: “E tu chi cavolo sei? Ce l’hai con me?”.

Ormai ero a pochi passi da lui. Non potevo fare finta di niente. Così gli ho detto: “Ah, scusami tanto, ti avevo scambiato per un amico”. Lui, come tutti i presenti, si è messo a ridere a crepapelle. Io, invece, sono diventata viola per l’imbarazzo. Che figuraaa!!!

Quel che è peggio è che, alla fermata del bus, abbiamo aspettato tutti quanti ancora per molto tempo. Avrei voluto scomparire nel nulla, dissolvermi! 😀

E voi, qual è stata la figuraccia peggiore che abbiate fatto? Raccontatemi! :)

 

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Mi scappa la pipì!

Come sapete, questo blog è nato per fare un po’ di auto-ironia sulle situazioni buffe di ogni giorno che capitano a noi donne.

Oggi voglio affrontare una delle tante cose che ci caratterizzano: il fatto che ci scappi la pipì molto più di frequente rispetto agli uomini. 😀 Visto che capita più o meno a tutte, potremmo definirla una cosa “comune”, “normale”, ma diciamoci la verità: in certe situazioni, non è scocciante?

Pensate ad esempio a quando siamo a letto, a quel piacevole, magico momento in cui si passa dalla dormiveglia al sonno, ma i “solletichio” alla vescica ce lo impedisce, ci costringe a risvegliarci per bene, alzarci e andare in bagno.

O forse è ancora peggio quando capita nel bel mezzo della notte, quando si è nel sonno più profondo e magari si sta pure facendo un sogno bellissimo. A un certo punto, ci sogniamo che dobbiamo fare la pipì e cerchiamo un bagno proprio nel nostro sogno :D. Ma lo stimolo, naturalmente, è reale e di nuovo ci sveglia per correre in bagno.

In ogni caso, di notte, io in bagno ci vado sempre rintronata e con un occhio chiuso, perciò mi capita di urtare spigoli con le dita dei piedi o di sbattere contro muri o rovesciare oggetti. 😀

Un altro esempio è quello dei viaggi in macchina. A chi non è successo, durante un tragitto medio-lungo, di doversi fermare più e più volte in locali pubblici per fare la pipì? L’ultima volta, per me, è stato lo scorso weekend: in un tragitto di tre ore con il mio ragazzo, gli ho chiesto di fermarsi all’Autogrill per 5 volte! Per fortuna mi capita sempre con lui o con qualche amico o parente, perciò mi sento meno imbarazzata rispetto a se mi succedesse con persone con cui ho meno confidenza. 😀

Un altro esempio? Al cinema durante un film! Ma ce ne sono tantissimi altri. Allora, ragazze, anche voi siete vittime dello stimolo della pipì? Raccontatemi qualche situazione buffa! 😀

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Si saldi chi può!

Vi dirò la verità: non sono una di quelle ragazze che fa con ansia il conto alla rovescia ai saldi di fine stagione e già il primo giorno  si trova davanti ai negozi prima ancora che aprano. Non amo la ressa, le code, né tantomeno quel clima teso, da “gara” a chi riesce a prendersi per primo le cose migliori.

Quest’anno, però, volevo tanto prendere una borsa che desideravo da anni: la marca non la nomino, vi dico solo che è una handbag, blu, molto capiente. Ebbene, sapevo già dove la vendevano, così non ho dovuto girare per la città come una pazza. Arrivata in negozio, ho visto che era addirittura scontata del 70%: riuscite a immaginare la mia gioia? 😀

E qui inizia il bello. Appena mi sono avvicinata allo scaffale per prenderla, ecco arrivare contemporaneamente altre due ragazze e guardarla con occhio furtivo. Ahahahha! In quel momento, nonostante la stessi per prendere, mi sono fermata un attimo, perché mi sono sentita quasi “in colpa” nei loro confronti. Non l’avessi mai fatto! Entrambe hanno allungato la mano per prenderla e poi si sono messe a litigare su chi l’avesse vista per prima.

Così, mi sono permessa di intervenire e dire che, per la verità, al loro arrivo io la stavo già per prendere. Ma non devo essere sembrata molto convincente :D, perché il litigio è degenerato ancora di più e le due ragazze hanno iniziato addirittura ad insultarmi ed insultarsi tra loro :O !

Com’è andata a finire? Io ho lasciato subito perdere, rattristata dal fatto che i saldi trasformano le persone in “mostri” :D. Una delle due ragazze, invece, è “scappata” con la borsa-bottino verso la cassa: sembrava una gara di corsa per arrivare al traguardo!

E voi, siete andate a comprare qualcosa? Come vi è andata? :)

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