Archivio mensile: marzo 2014

Bea & l’Ikea :)

Io amo Ikea! Mi piace così tanto che ogni occasione è buona per andarci!

Innanzitutto trovo molto bello che una persona che non ha grandi possibilità economiche (per l’età, la situazione lavorativa o economica, ecc.) possa comunque arredare la propria casa con gusto o abbellirla con complementi e accessori particolariCerto, non si tratta di arredamento di particolare qualità, perché è solitamente ottenuto con del truciolato e non ha una grande solidità e durata, però se non si hanno grandi pretese va benissimo! Soprattutto, solitamente è molto difficile – per non dire impossibile – trovare mobili e oggetti per la casa a prezzi bassi e che siano anche originali e “di design”!

Dicevo, io vado all’Ikea ogni volta che posso: preferisco andarci durante la settimana, alla sera, perché c’è meno gente, ma ci vado volentieri anche nel weekend, sopportando con piacere la folla e le code alle casse. 😀

L’ultima volta che ci sono stata, infatti, è la scorsa domenica. Tra centinaia di famiglie con bambini al seguito, il percorso tra i vari reparti non era molto agevole, in più c’era una temperatura credo di 40 gradi 😀 Insomma, per arrivare all’uscita, tra i vari “rallentamenti” e il mio fermarmi a guardare qualsiasi cosa mi piacesse, anche se non mi serviva, ci avrò impiegato minimo 3 ore! 😀

Questa volta sono uscita con una sedia nuova, che volevo da tanto tempo. Devo ammettere infatti che, oltre a gratificarmi comprando scarpe o vestiti o trucchi (come tutte le donne), io lo faccio anche acquistando “cose” all’Ikea. 😀 Volete sapere come si chiama la sedia? Non me lo ricordo, perché i prodotti hanno tutti nomi svedesi, che per noi Italiani sono impronunciabili 😀 Vi dico solo che, arrivata a casa con la mia scatola, tutta esaltata, ci ho messo altre 3 ore a montarla… e l’ho pure fatto nel modo sbagliato. Ahahha!

Siete anche voi delle Ikea-addicted? 😀

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Un weekend con i nipotini

Questa settimana la mia vignetta arriva in ritardo, perché lo scorso weekend è stato per me molto impegnativo e mi devo ancora riprendere 😀 Ahahha! Mia sorella mi ha chiesto di tenerle i bambini, perché aveva degli impegni. L’ho fatto molto volentieri, adoro i miei nipotini, però devo ammettere che non ero abituata a fare la baby sitter per l’intero weekend: di solito li vedo per un paio d’ore o al massimo mezza giornata.

Ebbene: non avrei mai pensato che tenere due bambini piccoli fosse così stancante! Ora capisco perché mia sorella non ha mai tempo di sentire o vedere qualcuno e ha sempre un viso sciupato e con le occhiaie! 😀 Insomma, stare tutto il fine settimana con le mie adorate pesti mi ha distrutta! Se avessi fatto la scalata dell’Everest mi sarei stancata meno! 😀

In linea di massima, ecco la tabella di marcia delle nostre due giornate/nottate insieme:

alle 6 la sveglia: i bambini hanno un’inspiegabile energia che manifestano fin da prima dell’alba! 😀 Alle 6, i miei nipotini già si dimenavano senza pace nel letto, ridevano e poi piangevano o urlavano senza apparente motivo, mi davano bacetti e poi mi strattonavano, mi parlottavano cose incomprensibili :D, insomma volevano già alzarsi! Così, pur faticando a tenere gli occhi aperti e con un gran mal di testa, muovendomi come uno zombie li ho portati in cucina per preparare loro la colazione :D;

dalle 7 alle 7,30 la colazione: i miei nipotini non si possono certo definire disciplinati, nessuno di loro mentre mangia sta seduto composto e tranquillo sul seggiolone o sulla sedia. 😀 In particolare, per il maschietto qualsiasi alimento diventa un oggetto con cui giocare: così la banana era la pistola dello sceriffo, il latte una pozione magica, ecc. Lui era ovviamente il buono e io il cattivo, che doveva essere catturato. Per farla breve, la “pozione magica” mi è stata lanciata sui capelli per “neutralizzare” i miei perfidi poteri. 😀

dalle 8 alle 19 giochi no limits: dopo la colazione ho lavato e vestito i bimbi e da quel momento fino all’ora di cena è stato un susseguirsi senza alcuna pausa di giochi su giochi su giochi. Nascondino, giochi di ruolo, libretti da colorare, Didò, Lego e Duplo, gare con le macchinine e acconciature alle bambole, bagnetto ai peluche, pappe con le pentoline, libri di storie illustrate: dall’entusiasmo di essere con la zia, hanno giocato anche durante i pasti, tanto che per farli mangiare ho dovuto inseguirli con cucchiaini e forchette. E, per non sottrarre tempo prezioso ai loro giochi, non hanno mai voluto fare il pisolino pomeridiano, in cui tanto confidavo per riprendermi. 😀

alle 21 la distruzione: alle nove di sera, orario in cui solitamente dormono già, erano ancora svegli. Il bimbo saltava sul letto con un’energia addirittura superiore a quella della mattina, mentre la bimba, più piccola, giocava a strappare le pagine del libretto di favole che in realtà avevo preparato per leggerlo e farli addormentare :S. L’unica che si stava addormentando, invece, ero io! 😀 Insomma, i nipotini si sono addormentati verso le 22 e a quell’ora vi dico che – per la stanchezza – mi sembravano le 4 di mattina!

Nonostante tutta questa fatica, vi garantisco che stare due giorni con i miei nipotini è stato bellissimo e spero ci siano presto altre occasioni. I bambini sono meravigliosi, hanno una spontaneità e un entusiasmo che noi adulti abbiamo perso, ma che ancora ci incanta, ci conquista, ci diverte e ci fa stare bene. W i bambini!

E voi? Avete figli o nipoti piccoli? Siete “allenate” al loro tornado di energia oppure come me ne uscite distrutte? 😀 Raccontatemi!

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Io oooodio stirare!

Pur essendomi scervellata parecchio, non sono ancora riuscita a capire perché, tra tutti i lavori di casa, l’unico che proprio non sopporto è stirare. Quando si tratta di prendere in mano il ferro, mi sento come il puffo brontolone. Con broncio e braccia conserte inizio a sbuffare e dire: “Io ooodio stirare!”. E sì, divento anche blu per il nervosismo! Poi, pur di rimandare, invento qualsiasi tipo di scusa o di finta “incombenza improvvisa”.

E’ ovvio che, a furia di posticipare, l’armadio inizia a svuotarsi e né io né il mio ragazzo abbiamo più niente da metterci. Al contrario, l’anta dove metto i panni da stirare fatica a chiudersi e, quando la apro per cercare qualcosa, una montagna informe di camicie, magliette, maglioni, gonne e pantaloni, mi frana addosso. E’ in quel momento che non posso più ignorare il mio dovere.

Allora, con grande abbattimento e sentendomi condannata a qualcosa di terribile, mi tocca aprire l’asse da stiro e tirare fuori il ferro dallo sgabuzzino, cercando di liberarlo da polvere e ragnatele. Ahhah! Prendo in mano i panni, uno ad uno, e… no, non li stiro, ma cerco di capire quali possa evitare di stirare. Ahhah!

Ecco, vi confesso la mia malvagia strategia: promettete di non dirlo a nessuno! 😀 I maglioni di lana? Se sono abbastanza grossi non hanno pieghe, perciò basta “stirarli” con le mani e poi piegarli. Lenzuola, tovaglie e strofinacci? Stando pochissimo a casa per via del lavoro e non avendo quasi mai ospiti, nessuno a parte me e il mio ragazzo potrebbe scoprire che non li stiro, perciò basta una bella piegata. Ahahha, lo so, sono scandalosa! I jeans? Se si stendono bene, belli tesi, non occorre stirarli. Idem per le t-shirt, soprattutto se è ancora inverno e si indossano sotto al maglione. Così come le camicie, a cui basta dare una passata di ferro a colletti e polsini.

Le mie amiche, mia mamma, mia nonna, mia “suocera”, tutte inorridirebbero a leggere i miei “segreti-anti-stiro”, soprattutto visto che alcune di loro stirano perfino le mutande e i calzini! :O E voi? Siete shockate dal mio essere scansa-stiraggio, oppure siete come me? 😀

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I disastri con la lavatrice

Di disastri con la lavatrice, sebbene io la usi da tanti anni, continuo a farne. Eppure seguo le regole della “brava massaia”: dividere i capi bianchi da quelli colorati, lavare separatamente i capi nuovi per scongiurare che perdano colore, rispettare la temperatura indicata sulle etichette per i diversi tessuti, utilizzare prodotti ad hoc per ogni esigenza (smacchiatori, salviette acchiappa-colore, detersivi per delicati, ammorbidente, ecc). Come mai, allora, continuo a fare guai? Naturalmente per la mia consueta distrazione!

L’altro giorno mi sono diretta verso la lavatrice con un cesto di panni bianchi. C’erano anche dei capi praticamente nuovi, lavati una sola volta, ad esempio una bellissima camicia bianca appena comprata e pure griffata, oppure una maglietta che mi aveva regalato il mio ragazzo. Tutta sicura della mia “casalingaggine”, ho fatto partire il programma di lavaggio. Ma quando, un’ora e mezza dopo, sono tornata per tirare fuori dalla lavatrice i capi lavati per stenderli, già dall’oblò ho visto che erano diventati tutti rosa.

Non vi dico lo shock e la disperazione, tanto potete immaginarlo, perché a chiunque è successo almeno una volta nella vita di combinare un malanno simile (almeno lo spero, ahahha!). La cosa più fastidiosa è quando capita appunto con capi nuovi o a cui siamo affezionate. Comunque, ho subito aperto l’oblò e tirato fuori tutto per capire la causa. Sembravo un po’ una detective 😀 Non ci è voluto molto per capire che “il colpevole” era un calzino rosso, finito chissà come in mezzo ai capi bianchi. Sgrunt!!! Ho poi provato a usare un prodotto apposito per sbiancare, ma senza successo. Insomma, addio camicia e addio maglietta!

Ma le disavventure con la lavatrice non sono certo finite: perché non ricordare, ad esempio, tutte le volte in cui per sbadataggine ho infilato nei capi di cotone un maglione di lana? La vera tragedia è quando il maglione è del mio ragazzo. Di solito non ho coraggio di dirglielo, quindi lo preparo partendo da lontano, con discorsi vaghi 😀 Quando arrivo al punto e gli mostro ciò che resta del suo maglione (diciamo che sembra il maglioncino di un Big Jim), lui sbianca e cerca di controllare il nervoso per non farmi sentire in colpa, ma è visibilmente scocciato. Ahhaha!

E voi? Com’è il vostro rapporto con la lavatrice? Combinate disastri?

 

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