Archivio mensile: aprile 2014

I pranzi delle feste a casa della nonna

Ciao ragazze! Come sono andate le Feste di Pasqua? Io le ho passate con la famiglia e come sempre ho mangiato troppo. Mia mamma e mia nonna, infatti, al contrario di me cucinano benissimo e ovviamente ne approfitto (sembro un cammello che si fa le scorte di cibo, ahah! :D).

Oltre a questo, loro mi rimpinzano, usando le tipiche scuse da mamma/nonna, come: “Non vedi come sei magra? Devi mangiare di più!”. Nella loro testa io sono uno scheletro da salvare dalla denutrizione al più presto, se potessero mi infilerebbero un imbuto in bocca per versarci dosi massicce di cibo di ogni tipo! 😀 In realtà, invece, sono un po’ in sovrappeso.

Un’altra scusa che utilizzano è il lavoro. Voi direte: che c’entra il lavoro? Me lo chiedo anche io. Ecco, i loro cavalli di battaglia sono: “Lavori troppo, hai bisogno di mangiare di più per avere energie a sufficienza, altrimenti ti viene l’esaurimento nervoso. Guarda che la nipote della tizia tal dei tali ha avuto un forte esaurimento nervoso, stai attenta!”. 

Questa linea di terrorismo psicologico, si alterna a: “Prendine ancora un po’, approfittane, visto che durante la settimana lavori tanto e non mangi mai. Mi vedono come una ragazza in carriera, sotto stress e di grande successo, tanto occupata da non avere tempo per mangiare. :O  Continuo a spiegare che faccio un lavoro d’ufficio standard e con orari standard, senza alcuna possibilità di crescita né gratificazione, ma nella loro testa rimango senza motivo una specie di eroina moderna, di cui vanno molto fiere e si vantano con parenti e amiche. 😀

Insomma, la mamma e la nonna mi vogliono bene e me lo dimostrano anche preparando per me mille piatti diversi e sostanziosi. Lo apprezzo tantissimo e mi sento super coccolata, ma… se non finisco tutto quello che hanno cucinato si offendono. “Non ti piace, Bea?”, “Come mai non lo finisci? Ha troppo sale/burro/olio/spezie/grasso/zucchero?”, “Che disastro, ho rovinato il pranzo, dovevo cuocerlo di meno/di più/con meno condimento/ecc. Ti cucino subito qualcos’altro!”. 😀

Ecco, il pranzo in famiglia di Pasqua e quello di Pasquetta sono andati esattamente così. Anche stavolta ho mangiato troppo, davvero troppo, alla fine mi sentivo un palloncino!Che fatica i pranzi delle feste! 😀

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“Donne al volante…?”

Tutte conoscete il detto “Donne al volante, pericolo costante”. Scusate, ma a voi non fa saltare i nervi? Io mi infastidisco sempre quando lo sento dire, o quando sento qualsiasi commento negativo o dispregiativo nei confronti di noi donne alla guida. Non mi sembra che siamo negate, anzi! Certo, tra di noi ci sono dei “casi disperati”, ma se è per questo ce ne sono tanti anche tra gli uomini!

In ogni caso, ho notato che i maschi non ci approvano non solo quando guidiamo, ma anche quando siamo innocuamente sedute sul sedile del passeggero. Insomma, qualsiasi postazione occupiamo all’interno di un’auto, li disturbiamo! 😀

Posso portare infiniti esempi personali, perché ogni volta che sono in macchina col mio ragazzo, lui alla guida e io di fianco, va a finire che litighiamo.

Di solito succede che mi sembra che lui corra troppo (i maschi al volante sono molto competitivi, lo avete notato? Aahahha!) , oppure che non si accorga degli ostacoli (pedoni che si precipitano sulle strisce senza guardare, auto che inchiodano o fanno manovre pericolose, eccetera), perciò mi spavento e di colpo gli grido di rallentare o di frenare, tenendomi forte o tappandomi gli occhi. Ahahha!

Lui naturalmente a sua volta si spaventa, ahahah! Poi si arrabbia per i miei allarmismi e mi dice seccato che non stava correndo oppure che l’ostacolo lo aveva già visto prima di me e che non c’era alcun pericolo.

Un’altra cosa in cui non riesco a contenermi è dare consigli per il parcheggio. Mi pare che il mio ragazzo cerchi sempre i parcheggi più distanti o più complicati, così gli suggerisco quelli più vicini e ampi, ma a lui non vanno mai bene! Anzi, finisce sempre che a quel punto sbotta: “Bea, la prossima volta guidi tu!”. Aahha!

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E’ iniziata la Primavera. Etciù! Etciù! Etciù!

21 marzo: è iniziata la Primavera! Che bello! Le giornate sono diventate più chiare, più calde e più lunghe, sento gli uccellini canticchiare, guardo estasiata il verde che rifiorisce e ricomincio a pensare alle passeggiate, alle gite, ai weekend fuori città, anche alle vacanze estive! Una strana voglia di vivere e di fare, che nella stagione fredda sembrava avermi abbandonata, mi fa improvvisamente sentire ancora viva! 😀

Certo, oltre a iniziare il conto alla rovescia per le ferie e il mare (sogno ad occhi aperti), cominciano anche le paranoie sulla mia linea e il solito rimorso per non aver iniziato in tempo a fare una dieta sana e un po’ di sport (faccio incubi a occhi aperti). 😀 Ma questa è una parentesi, che non approfondisco perché quel che voglio dire è che la Primavera ha l’incredibile potere di migliorare tutto! A partire dal mio umore, ma anche quello degli altri: insomma diventiamo tutti letteralmente più solari. W, W, W, W la Primavera! Yuuupppie!!!

Bene. Pensate che questo post, parlando della bella stagione, fosse “tutto rose e fiori”? 😀 Vi sbagliate di grosso! Oltre a lodare la Primavera, io vorrei anche un po’ sgridarla. Perché, come tutte le cose belle, anche lei ha i suoi lati negativi. Per le persone allergiche come me – e ce ne sono tante! – l’entusiasmo per il suo arrivo dura infatti molto poco. Il tempo di esultare e si è già lì a starnutire a raffica per i miliardi di pollini che svolazzano ovunque.

Domenica scorsa il mio ragazzo mi ha portata a fare una passeggiata al parco. Un parco enorme, molto curato e bello. Infatti c’era tantissima gente, sembrava quasi una spiaggia il giorno di Ferragosto :D. C’erano moltissime famiglie rumorose al completo (intendo dire con almeno 3 generazioni: neonati/bambini, genitori/zii, nonni e secondo me anche qualche bisnonno), munite di passeggini, tricicli, biciclettine, merendine, gelati, zucchero filato, palloncini, pannolini di scorta e salviette umidificate. C’erano moltissimi sportivi con impeccabili completi tecnici, che correvano fieri avanti e indietro, grondanti sudore e coi visi sfigurati dalla fatica. C’erano coppie di innamorati, single coi cani, venditori ambulanti, insomma, in quel parco c’era tutto il mondo, tant’è che mi sono chiesta: “Ma dov’era tutta questa gente, prima della Primavera?” 😀

Tanto per cambiare, sto divagando. Torno al punto: domenica pomeriggio al parco col mio ragazzo, a goderci una bellissima giornata di sole tra margheritine, raggi di sole e parole d’amore. Ebbene, se lo scenario vi sembra romantico, vi state di nuovo sbagliando: in pochi minuti, per me, si è trasformato in un incubo! I miei occhi hanno iniziato a gonfiarsi e prudere, il viso ad arrossarsi e… sono iniziati gli “attacchi di starnuti”! Povero il mio ragazzo, che mi stava dicendo un sacco di cose belle e dolci e pensava mi fossi commossa… invece ho dovuto dirgli che “piangevo” per l’allergia! Ahahah! :)

P.S.:Primavera e allergie: anche voi siete allergiche? 😉

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Ora legale: che sonno!

Ogni anno, quando torna l’ora legale, vivo un piccolo-grande shock. Vi chiederete: “Perché? Basta solo spostare le lancette in avanti di un’ora! Semplice, no?”. No. No, ragazze, per me non è affatto semplice.

Innanzitutto, non ricordo mai se devo spostare le lancette in avanti o indietro. I giorni prima mi informo su Internet, lo sento dire in tivù, ma poi me lo dimentico. Allora chiedo a familiari, amici, colleghi e perfino agli sconosciuti alla fermata del tram o in coda alla cassa del supermercato, ma poi me lo dimentico. Insomma, è come se il mio cervello rifiutasse questa incombenza del cambiare l’orario. 😀

Così anche questa volta si è ripetuta la solita storia: lo scorso sabato sera, aspettando dell’arrivo dell’ora legale, non avevo ancora capito cosa dovessi fare con i miei 45684801401 orologi: vuoto totale. Eppure li avevo preparati tutti, uno in fila all’altro, sul tavolo: orologi da polso, orologi da parete, sveglie, cellulare (il mio non è uno smartphone e non si aggiorna automaticamente, ahimè!), cucù regalatomi dalla nonna, eccetera.

Per ricordare cosa dovessi fare, non mi sono tanto focalizzata sull'”avanti” o “indietro” delle lancette, quanto sul fatto di poter dormire di più o di meno. E allora mi è tornato in mente che tutte le persone a cui avevo chiesto, mi avevano detto: “Oh nooo, si dorme un’ora in meno!”. Quindi ho iniziato a spostare l’orario dei miei orologi in avanti.

A metà dell’impresa, però, mi sono venuti i dubbi e mi sono convinta che invece avrei dovuto tirare le lancette indietro. La solita insicura! Così l’altra metà degli orologi li ho spostati indietro. Risultato? Non capivo più che ore fossero! Ognuno dava un orario diverso e ho dovuto chiamare il mio ragazzo per chiederglielo 😀 Ahahhahah!

E voi? Al cambio dell’ora da invernale a legale o viceversa, siete anche voi delle pasticcione? 😀

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