Archivio mensile: maggio 2014

L’autoabbronzante: amore – odio!

Vi dico la verità: io non amo le mezze stagioni, perché oltre a non sapere come vestirmi (ne parlavo in questo post), non sono nemmeno pronta a indossare canotte, t-shirt, shorts, gonne, abitini, qualsiasi cosa lasci scoperta la mia pelle. Perché? Ho una carnagione chiarissima e mi sento molto in imbarazzo.

No, non sto esagerando. Posso assicurarvi che ogni anno, quando per i primi caldi devo vestirmi leggera, mi sento dire: “Mamma, che bianca! Fai luce!” o “Sei una mozzarella!” o “Sembri un cadavere” (questi sono i commenti più gentili). 

Mi direte: “Bea, vai a farti qualche lampada!”, “Prendi un po’ di sole al mare o al lago!”, “Mettiti un po’ di autoabbronzante!”. Ebbene, per quanto io possa farmi lampade, stare sotto il sole per giorni anche senza protezione solare, non mi abbronzo! E’ come se la mia pelle riflettesse i raggi… Pensate che anche dopo una lunga vacanza, le persone che incontro mi chiedono se io abbia trovato brutto tempo oppure se io abbia trascorso il tempo sotto l’ombrellone! Sono un caso disperato.

Bene, l’unica cosa che mi rende il colorito un po’ più vivo è l’autoabbronzante, ma anche in questo caso c’è un “ma”. Ogni volta che lo applico ottengo risultati disastrosi.

Eppure seguo tutte le “istruzioni” del caso:  faccio lo scrub su tutto il corpo, spalmo il prodotto solo sulla pelle pulita e asciutta, parto dal viso evitando l’attaccatura di capelli e sopracciglia e stando bene attenta all’applicazione anche nelle zone più nascoste, come le orecchie. E ancora: sul corpo uso poco prodotto su gomiti e ginocchia, se uso troppa crema la tampono con una velina, finita l’applicazione mi lavo i palmi delle mani, aspetto almeno mezz’ora prima di rivestirmi.

Nonostante tutte queste attenzioni, anche ieri dopo l’applicazione dell’autoabbronzante mi sono ritrovata con il corpo a macchie. Sembravo un leopardo! Tant’è che il mio gatto, venendomi vicino, si è spaventato e si è messo a soffiare! Ahahah! 😀

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“Tutorial”: Come vincere la corsa al bouquet della sposa

Questo post è una specie di tutorial (scherzo!) 😀 Vi spiego come riuscire, se siete invitate ad un matrimonio, a prendere il bouquet della sposa. 😀

Premetto che non amo molto andare a nozze. Se non ho un rapporto stretto con gli sposi, ad esempio, il loro matrimonio mi sembra sempre troppo lungo e noioso e, non conoscendo nessuno, mi sento anche un po’ a disagio.

Invece, quando a convolare a nozze è una persona particolarmente cara, come un/a familiare o un/a grande amico/a, le cose cambiano: mi sento a mio agio, commossa e partecipe, riesco a condividere profondamente emozioni e gioia.

Finalmente, lo scorso weekend c’è stato il matrimonio di una delle mie migliori amiche. E’ stato davvero commovente. Comunque, non voglio perdermi in smancerie 😀 Torniamo al punto: come riuscire a prendere il bouquet.

Ebbene, le mie esperienze passate di “invitata al matrimonio” mi hanno insegnato che, in generale, bisogna scegliere un vestito e delle scarpe che siano eleganti sì, ma anche comodi. Tutte le volte, infatti, mi è capitato di avere un abito impegnativo e ingestibile, in cui mi sentivo a disagio, e un paio di scarpe col tacco alto che dopo poche ore mi facevano malissimo.

E’ sempre capitato così perché commettevo il grande errore di scegliere prima l’abito e poi le scarpe! Questa volta, invece, ho deciso prima quali scarpe e poi quale vestito comprare.

Ho optato per un paio di sandali col tacco da indossare solo per la cerimonia in Chiesa, mettendo in borsa un secondo paio di scarpe, tipo Superga, da utilizzare per tutto il resto del tempo, in particolare per i festeggiamenti. Dovendo “nascondere” queste scarpe (non è certo il look più indicato per un matrimonio!), ho selezionato un abito lungo, davvero lungo, direi lunghissimo! 😀

Questo non è solo un trucco perché i piedi sopravvivano a un matrimonio, ma anche per riuscire ad essere più agili e veloci delle altre agguerritissime invitate quando c’è il lancio del bouquet da parte della sposa! Eh sì, care ragazze, stavolta mi sono aggiudicata il bouquet! Sarò davvero la prossima a sposarmi? 😀

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Sui mezzi pubblici all’ora di punta tra ragazzini irruenti

Quello di cui voglio parlarvi è il mio tragitto sui mezzi pubblici, da casa all’ufficio e viceversa, nelle cosiddette “ore di punta”, quando cioè sembra che il mondo intero si stia spostando tutto insieme per raggiungere la scuola o il lavoro 😀

Che si tratti di un autobus, un tram, una metro o un treno, poco importa: il viaggio è sempre poco piacevole: i mezzi sono strapieni, a volte è difficile perfino riuscire a salirci, e – se ci si riesce – si passa tutto il tempo stipati, a rischio di piedi calpestati e gomitate ovunque, ma anche con grandi difficoltà a scendere alla propria fermata. 

L’unico lato positivo è che si incontrano dei veri e propri “personaggi”, passeggeri che per un motivo o per l’altro catturano la nostra attenzione e ci fanno sorridere oppure riflettere.

Per me, i viaggi più tragicomici sono quelli con gruppi di ragazzi delle medie o delle superiori.

Da una parte, pur adorando i bambini e gli adolescenti, penso che in questa circostanza dovrebbero essere un po’ meno vivaci. 😀 Mi sembra che pur trovandosi sui mezzi pubblici, cioè in spazi ristretti e con molte altre persone, tengano spesso lo stesso comportamento che hanno quando si incontrano per strada: per parlarsi usano un tono di voce altissimo, come se si trovassero a chilometri di distanza; si spostano ininterrottamente da un posto all’altro in modo irruente, noncuranti degli altri passeggeri, che anzi urtano per poi chiedere scusa; si manifestano affetto con spintoni amichevoli e insulti altrettanto amichevoli. Insomma, la loro presenza “si sente”! 😀 E finora mi hanno regalato un bel po’ di cartellate, ombrellate, gomitate, ecc. 😀

Dall’altra parte, invece, mi diverte guardarli: vestiti e pettinati quasi tutti allo stesso modo, con i jeans col cavallo basso e l’elasticone dei boxer griffati in bella vista, come una gara a chi ha le mutande più costose :D, e i capelli con la crestina di varie altezze e vari strati di gel :D.  Hanno gli stessi modi di dire. I miei preferiti? “Bella zio!” o “Bella zia!” e “Sto pezzando” (che, per chi non lo sapesse, significa “Sto sudando”). 😀

Insomma, i viaggi sui mezzi pubblici con gli adolescenti che vanno o tornano da scuola mi causano sempre uno stato d’animo conflittuale di “amore-odio”, anche se alla fine prevale sempre un’immensa tenerezza! E a voi?

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Vestirsi di tutto punto e macchiarsi subito dopo

Oggi vi parlo di un “contrattempo” (chiamiamolo così) che capita spesso e che conferma la legge di Murphy, secondo cui “Se una cosa può andar male, andrà male”. 😀

Avete presente quando ci si prepara per uscire, oppure ci si è già preparate e si è ormai fuori casa, vestite di tutto punto con abiti scelti con cura, pulitissimi e profumatissimi, stirati perfettamente, e… automaticamente ci si macchia? Sgrunt!

Finché succede in casa, certo ci si innervosisce molto, specie se si è in ritardo e ci si deve cambiare, ma il problema è risolvibile. Ad esempio, sapete quante volte a colazione, ancora rimbecillita dal sonno, mi sono rovesciata addosso caffè, latte, marmellata, Nutella? Incalcolabili volte 😀

Quando succede fuori casa, invece, è una vera “tragedia“! Non avendo vestiti di ricambio (nelle nostre borse c’è di tutto, ma al momento non ci siamo ancora attrezzate per questo :D), si cerca di smacchiare i vestiti in vari modi, ma il risultato è sempre disastroso, ossia la macchia paradossalmente si ingrandisce. 😀 Che imbarazzo, poi, stare tutto il giorno in mezzo alla gente coi vestiti sporchi!

Ecco, io mi macchio troppo spesso e ho notato che mi succede in particolar modo proprio quando non dovrebbe succedere, ossia quando mi aspettano eventi importanti come appuntamenti galanti, cerimonie, riunioni di lavoro. Sarà perché in queste occasioni sono più tesa e quindi maldestra, però dovrei stare più attenta! 😀

L’ultima volta è stata qualche giorno fa, in ufficio. Stavo facendo una pausa caffè con una collega prima di una riunione estremamente importante. Ero molto agitata e quando lei, complimentandosi per il completo che indossavo per l’occasione, si è messa a farmi domande sull’incontro che mi aspettava, mi sono ancora più agitata… praticamente tremavo. Insomma, mi sono rovesciata la tazzina di caffè sulla camicia bianca!

Cercare di rimediare ha solo peggiorato le cose. Prima ho preso un fazzolettino, l’ho inumidito con dell’acqua e l’ho sfregato sulla macchia, senza naturalmente avere alcun risultato. Anzi, il fazzolettino si è sgretolato e ha lasciato sul tessuto tanti “pelucchietti” di carta.

Poi lei mi ha suggerito di usare dell’acqua frizzante, trucco tramandatole da sua mamma che avrebbe il potere di togliere qualsiasi macchia. Siamo tornate alle macchinette automatiche a comprarla, ma non ha funzionato.

Poi abbiamo provato con una salviettina umidificata e ancora nessun risultato. Per la verità, più provavamo e più la macchia si ingrandiva!

Com’è finita? Che sono dovuta uscire dall’ufficio per precipitarmi all’H&M più vicino e comprare in pochi minuti la prima camicetta in saldo che ho trovato! :O

Consolatemi! Ditemi che siete anche voi delle pasticcione come me! 😀

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Il dilemma di come vestirsi nel cambio stagione

Avete presente il detto “Non esistono più le mezze stagioni”? Secondo me è totalmente sbagliato: le mezze stagioni ci sono ancora, eccome!

In questo periodo, ad esempio, ogni mattina al risveglio guardo fuori dalla finestra per vedere che tempo fa e capire quali vestiti mettere per non avere freddo o caldo.

Se fa fresco e il cielo è coperto, mi metto qualcosa di pesante, ma – ogni volta che lo faccio – durante la giornata esce un sole cocente che mi fa sudare e maledire la mia scelta!

Al contrario, se mi sembra caldo mi metto qualcosa di leggero, ma anche in questo caso durante il giorno il tempo cambia, inizia a piovere a dirotto, sento l’umidità perfino nelle ossa e mi mangio le mani per essermi vestita poco.

Per questi motivi, rimando il cambio armadio: non è ancora il momento di mettere via i capi invernali e tirar fuori quelli estivi! La soluzione – finalmente l’ho capito anchio – è vestirsi a strati, “a cipolla”, e regolarsi in base ai capricci del tempo.

In ogni caso, questo periodo è anche divertentissimo, perché si incontrano un sacco di persone che, come noi, non hanno capito come dovevano vestirsi. 😀

In pochi metri ci si può imbattere in: la persona timorosa e malfidente, che indossa ancora il piumino e gli stivaloni invernali; la persona coraggiosa e spavalda, che va in giro in minigonna, con le gambe nude e le scarpe aperte; la persona prudente e attrezzata, con l’impermeabile, gli stivali da pioggia e l’ombrello nonostante ci sia il sole con 30 gradi!

Che bello vedere che non sono l’unica “sprovveduta”! 😀 Lo trovo davvero spassosissimo!

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