Archivio mensile: giugno 2014

Non ho l’età, non ho l’età, trallallerollà!

C’era una volta una canzone intitolata “Non ho l’età”, la cantavano i miei genitori e faceva più o meno così:

“Non ho l’eta, non ho l’età per amarti/ Non ho l’età per uscire sola con te”.

Era di Gigliola Cinquetti e mi torna in mente tutte le domeniche mattina in cui mi sveglio con un cerchio alla testa per aver fatto tardi la sera prima. Mentre sorseggio nauseata un’Aspirina C effervescente, la mia testa la canticchia, senza pronunciarla.

La “mia” versione, però, si ferma prima del previsto, ossia nella seconda frase non dice “Non ho l’età per uscire sola con te”, ma semplicemente “Non ho l’età per uscire” e basta. Queste note diventano una specie di loop, da cui non mi libero finché non mi sento meglio.

Proprio così, care ragazze: non riesco più a fare le ore piccole nei locali o in discoteca come facevo qualche anno fa. Se, come sabato scorso, accetto l’invito delle amiche per andare a ballare e bere qualche cocktail, automaticamente la pago cara il giorno dopo e forse anche quello dopo ancora.

Questa domenica, poi, ero invitata a pranzo dai miei: non vi dico che facce quando mi hanno vista arrivare! Mi sono subito corsi incontro per sapere cosa mi fosse successo e se stessi male. Ahahh! Sono proprio un disastro! :)

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Approfittare dei Mondiali per ottenere qualcosa dal proprio Lui

Sono iniziati i Mondiali: evvvvai!!!

Il calcio non mi piace, non lo seguo e non ne capisco niente, ma amo la Coppa del mondo perché il mio ragazzo è talmente preso che posso chiedergli qualsiasi cosa, sicura che mi dirà di sì.

Come tantissimi altri maschi, conosce a memoria i nomi di tutti i giocatori, le formazioni e le tattiche di gioco di ogni squadra. Segue con apprensione le notizie sportive 24 ore su 24: in tivù, alla radio, sui quotidiani, su Internet e sui social network. Non soddisfatto, la sera guarda con attenzione anche tutti quei programmi noiosi in cui opinionisti a me sconosciuti litigano animatamente (e altrettanto inutilmente) sulle performance di un certo giocatore o di una determinata squadra.

Il nostro tempo insieme, quindi, è scandito dal ritmo frenetico degli ultimi aggiornamenti sui Mondiali. Per me, iniziare una qualsiasi conversazione con lui è pressoché impossibile, perché puntualmente vengo interrotta da uno “scoop calcistico” che lo distrae e gli fa dimenticare quello che gli stavo dicendo (ammesso che mi stesse ascoltando). Si vive, insomma, in uno stato di “allerta” in cui sembra che da un momento all’altro possa arrivare una notizia di vitale importanza.

Visto che io non gli do soddisfazione, il povero ragazzo condivide la sua passione calcistica con i suoi amici. Quando sono insieme, si trasformano anche loro in esperti opinionisti e passano le giornate a sputare sentenze e pronostici con tono impavido e sprezzante. Neanche fossero dei CT! (per chi non lo sapesse, CT = “Commissario Tecnico”)

Il “meglio” lo danno durante le partite. Nonostante si stia in casa, sembra di essere allo stadio e il divano si trasforma in una curva: sudano freddo mentre gli Azzurri entrano in campo, con loro cantano l’inno dell’Italia battendosi le mani sul petto, incitano i giocatori e insultano l’arbitro o gli avversari con urli da cavernicoli, impallidiscono rischiando un infarto quando un avversario si avvicina alla porta dell’Italia, esultano con salti acrobatici e grida a prova di Amplifon quando invece la nostra squadra segna.

Oltre agli uomini-tifosi che diventano delle caricature di loro stessi, per me il lato divertente dei Mondiali è proprio che il mio ragazzo è talmente coinvolto dall’evento che non mi da ascolto (non che di solito me ne dia) e quindi posso chiedergli qualsiasi cosa, sicura che mi dirà di sì.

Testo il suo “rimbambimento da partita” con una prima richiesta a cui solitamente mi risponderebbe di no. Ad esempio: “Amore, dopo la partita… laveresti tu i piatti? / oppure “Porteresti giù la spazzatura?” /oppure “Porteresti il cane a fare la passeggiata?”. Se mi dice di sì, vuol dire che è già “ipnotizzato” e posso passare a richieste più “compromettenti”.

Esempi di seconda domanda: “Ti va di accompagnarmi al saggio di danza delle mie nipotine?” / oppure “Che ne dici se organizzo qui a casa la festa di compleanno della nonna?”, e così via. Anche a questa richiesta lui risponderà stranamente di sì.

A questo punto sono pronta a domande ben più ambiziose, ad esempio: “Sto facendo acquisti online. Posso pagare con la tua carta di credito?” / oppure “Allora prenoto la vacanza ad agosto alle Maldive?”. Ahhaha!

Care ragazze, se anche voi siete annoiate dai Mondiali, provate a guardarli da un altro punto di vista: la disattenzione del vostro fidanzato o marito non è per forza una cosa negativa, anzi può essere per voi una splendida opportunità! 😀

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“Bea, hai le tue cose?” “Bea, sei incinta?”

Eh no, ragazze, questa settimana non va. Sarà il caldo afoso, sarà il lavoro stressante, sarà che dormo poco e male, ma mi sento davvero ko: ho mal di testa, nausea, faccio fatica a concentrarmi.

Se ne sono accorti tutti, specie le mie amiche e colleghe, a cui non sfugge proprio nulla. Infatti da lunedì mi stanno facendo l’interrogatorio: “Bea, che occhiaie! Hai qualche problema?”, “Bea, ti vedo pallida, non stai bene?”, “Bea, che ti succede? Qualcosa non va al lavoro o col tuo ragazzo?”. Se rispondo che va tutto bene, non mi credono e insistono con altre domande investigative.

Devo ammettere, però, che la domanda più frequente è: “Bea, hai le tue cose?” e al secondo posto della classifica: “Bea, sei incinta?”. Non so se capita anche a voi, ma ho notato che quando una ragazza non è in forma, sono le prime domande che le vengono fatte. Io rispondo sempre: “No, ma appena succederà sarai la prima a saperlo”.

Capita anche a voi?

 

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I cani tosati

Coi primi caldi compaiono sempre anche i primi cani tosati. Ogni volta che ne incrocio uno, per capire di che razza sia devo mettermi lì a guardarlo bene e pensarci, da quanto l’assenza di pelo lo renda diverso! 😀

Sulla tosatura dei cani ci sono pareri discordanti, direi opposti: ci sono i favorevoli, quelli secondo cui tagliare il pelo d’estate permette ai nostri amici a 4 zampe di non patire il caldo, e i contrari, che sostengono che la tosatura non serva a nulla, anzi crei disagi di vario tipo agli animali, come irritazione della pelle e anche stress.

Mia nonna fa parte della prima categoria e ogni anno, matematicamente dai primi di giugno, ogni occasione è buona per chiedermi quando posso portare il suo cane dal tosatore. Io inizialmente cerco di convincerla a non tosarlo, perché mi sento  “una traditrice” nei confronti del piccolo Jack, ma la sua insistenza mi sfinisce e alla fine accetto.

Jack è un cagnolino di razza Yorkshire, col pelo lungo, molto affettuoso e sensibile. Mi conosce bene, mi fa sempre un sacco di feste e si fida di me, perciò portarlo a tosare a sua insaputa mi fa sempre sentire “cattiva” e “colpevole”. Lo dico perché poi, una volta usciti dal tosatore, lui sembra davvero shoccato e imbronciato, per un po’ di giorni si comporta in modo strano.

Ebbene, ieri mi sono levata questa responsabilità di portare Jack dal tosatore: fino all’anno prossimo non dovrò più pensarci! Pfiuuuu! Il povero cagnolino, ignaro di tutto, pensava andassimo a fare una passeggiata, invece si è ritrovato tra le mani di un abile tosatore che in quattro e quattro’otto gli ha rinnovato il look. :)

Alla fine, Jack era irriconoscibile: senza tutto il suo bel pelo morbidoso sembrava un chihuahua! Che tenero il cagnolino della nonna! <3

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