Archivio mensile: settembre 2014

La mania dei selfie

Ormai i selfie sono diventati una vera e propria moda! Tantissime persone, infatti, si fotografano con lo smartphone in qualsiasi momento e luogo, addirittura in bagno, e condividono gli scatti sui social network.

La cosa diverte tutti, sia chi pubblica i selfie, sia soprattutto chi li vede sui social network. Gli esperti, però, ci mettono in allerta: si tratta, secondo loro, di un fenomeno narcisistico che nasconde mancanza di autostima, volontà di trasmettere agli altri una visione di sè distorta. Inoltre, può diventare un disturbo ossessivo-compulsivo ed anche una dipendenza, perché si vuole fare selfie sempre più “perfetti” e, dopo averli pubblicati, si resta in attesa di commenti positivi e like. Se questi ultimi non arrivano, infine, ci si sente frustrati e ancora più insicuri.

Il consiglio degli esperti, quindi, è di fare selfie “con moderazione” ed evitare di valutare se stessi in base al giudizio che si ottiene dagli amici di Facebook. Insomma, anche sui social bisogna avere equilibrio ed autostima! :)

Riguardo alla “sindrome da selfie”, devo dire che anche le mie amiche sono state “contagiate”. Me ne sono accorta proprio l’altra sera, quando siamo uscite a cena dopo tantissimo tempo che non ci vedevamo. Ero davvero felicissima e non vedevo l’ora di raccontarci tutte le ultime novità: eravamo davvero “in arretrato”.

Invece, subito sono scattati i selfie! Il primo per immortalare la nostra compagnia riunita dopo tanto tempo, il secondo per fotografare i look, il terzo per i piatti ordinati, e via dicendo. Insomma, potrei dire che è stata una “serata selfie”! 😀

Anche voi siete delle “maniache dei selfie”, oppure -come gli esperti- li considerate una cosa “da narcisisti”?

 

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I bambini ipertecnologici!

Oggi voglio condividere con voi il mio enorme stupore per come i bambini del giorno d’oggi, e mi riferisco a bambini molto piccoli, anche di 1, 2 o 3 anni, abbiano una predisposizione innata per la tecnologia e qualsiasi dispositivo tecnologico: smartphone, tablet, computer e chi più ne ha più ne metta. Sembra quasi che siano nati già capaci di utilizzarli, come se avessero letto le istruzioni nel pancione della mamma!

Me ne rendo conto quando sto con i miei nipotini. L’altro giorno sono venuti a trovarmi e mi hanno chiesto rispettivamente: il maschietto di giocare con il mio smartphone, la femminuccia di guardare i cartoni con il mio tablet. Ho acconsentito, perché i loro genitori solitamente glielo permettono, seppur con parsimonia e sotto la loro vigile sorveglianza.

Il problema è che non riuscivo a trovare alcuni giochi tra le app da scaricare e mi si era impallato il tablet per cui non potevo nemmeno accedere a Youtube per i cartoni animati.

Con grande stupore, entrambi i nipotini mi hanno chiesto di poter provare loro stessi e in un battibaleno sono riusciti, con una naturalezza e “scioltezza” da grandi esperti, sia a recuperare le app sia a sbloccare il tablet. Sono rimasta senza parole! :O :O :O

Insomma, questi bambini moderni sono davvero ipertecnologici, spesso penso che sia io a dover imparare qualche trucco su smartphone e tablet da loro! 😀

E voi? Anche i vostri figli/nipoti/ecc. hanno questo “talento” innato? 😀

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La dipendenza dalle serie TV

Il titolo di questo post non è ironico: penso di soffrire davvero di una dipendenza dalle serie tv!

Quando ne trovo una che mi piace, non posso perdermene una sola puntata e, ogni volta che finisce, faccio il countdown per la puntata successiva. Mentre la aspetto soffro i sintomi dell’astinenza e cerco su Internet anticipazioni e rumors.

Solitamente si tratta di serie americane, che vanno in onda prima in USA e solo in seguito sono disponibili su Internet con i sottotitoli in Italiano.

Il peggio, però, è quando mi fisso per una serie “vecchia”, cioè che è già stata trasmessa completamente e terminata: “devo” scaricare e guardare tutte le puntate in streaming nel più breve tempo possibile. Quindi ogni momento libero è buono e mi capita di passare ore e ore davanti al computer, anche fino all’alba, senza riuscire a staccarmi!

Qualche titolo di serie tv che mi hanno tolto il sonno? Lost, Flash Forward, Fringe, ma anche True detective, Breaking bad e Gomorra.

E’ capitato anche a voi? Qual’è la vostra serie preferita di sempre?

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Le commesse invadenti

Io ammiro le commesse: sono sempre impeccabili, così eleganti nel modo di vestire, di muoversi, di parlare, così educate e garbate, anche dopo 8 ore di fila passate in piedi tra orde di clienti caotiche e stressate. Ma come fanno? :O

Se dovessi trovare loro un solo difetto, non saprei proprio quale potrebbe essere. Mhm.. Anzi, sì, lo so: c’è una cosa che non ho mai capito e ancora non sono riuscita a capire: perché, in alcuni negozi, dal momento in cui io – la cliente- entro fino al momento in cui esco, vengo scrutata e tampinata da tutte le commesse.

Lo descrivo meglio raccontandovi quello che mi è successo ieri. Premetto che sono stata in un negozio normalissimo, non certo di lusso, e che appena entrata ho visto e salutato le tre commesse. Ero l’unica cliente presente, per cui mi sono sentita “osservata” sia in quel momento, sia in seguito, ma questo mi capita anche quando vado in negozi più frequentati.

Subito, la prima commessa mi ha chiesto, davanti alle sue colleghe, se avessi bisogno di aiuto. Le ho sorriso, chiedendole se potessi dare un’occhiata. Mi ha risposto di sì e io mi sono addentrata tra gli scaffali a guardare le novità autunno/inverno.

Mi sono fermata davanti a un bellissimo abitino. Tempo di prenderlo in mano e da dietro l’espositore è spuntata la seconda commessa, che mi ha richiesto se avessi bisogno di aiuto. Con gentilezza, ho risposto di no anche a lei: in fondo ero entrata da un paio di minuti, la sua collega mi aveva chiesto poco prima la stessa cosa e lei aveva sentito.

Ho guardato l’abitino, non mi convinceva del tutto, l’ho riposto. Girandomi, ne ho visti lì vicini altri due, così ho preso in mano anche quelli per capire di che taglia e di quali tessuti fossero. E in quel momento ho sentito pronunciare dietro di me: “Ha bisogno di aiuto?”. Mi sono girata e ho visto la terza commessa. Maccome? 😐

Insomma, in pochi minuti tutte le commesse di quel negozio, a turno, mi hanno seguita con lo sguardo e poi raggiunta per chiedermi se avessi bisogno di aiuto. So che così facendo hanno eseguito semplicemente il loro lavoro, che è di “sorvegliare” e assistere i clienti, però avrei apprezzato di più se, dopo le mie risposte, mi avessero fatta sentire più “libera”.

E voi? Che rapporto avete con le commesse “invadenti”? 😀

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