Archivio mensile: ottobre 2014

Bagno delle donne vs. bagno degli uomini

In questo post avevamo già parlato del bisogno frequente di fare pipì che mi caratterizza e che durante i viaggi in auto mi costringe a fermarmi più volte all’autogrill per andare in bagno.

Oggi rimaniamo in tema e vediamo come questo stimolo frequente non sia solo mio ma di tutte le donne! Infatti, se ci fate caso, nei bagni pubblici riservati a noi ci sono sempre code lunghissime: non ci sono solo in autogrill, ma anche nei centri commerciali, nei bar, nei ristoranti, ecc.

Se ci pensate bene, questo rappresenta sia un vantaggio sia uno svantaggio.

IL VANTAGGIO

Quando si entra nell’antibagno, ci sono sempre diverse porte: quella per le donne, quella per gli uomini, quella per i portatori di handicap, a volte anche quella riservata alle mamme con bambini. Individuare il proprio bagno non è quindi così immediato.

Noi donne, però, siamo fortunate perché il nostro bagno è subito riconoscibile, anche da lontano: mentre le altre porte sono chiuse, la nostra è solitamente tenuta aperta da una lunga fila indiana di persone che stanno aspettando il loro turno. 😀

LO SVANTAGGIO

Con questa coda, i tempi di attesa per usufruire del bagno sono molto più lunghi. Per questo, se il bisogno di fare pipì è troppo forte, aspettare diventa impossibile.

Mi imbarazza dirlo, ma più di una volta ho dovuto ripiegare sul bagno degli uomini, perché davvero non ce la facevo più. Le donne in coda mi hanno guardata alquanto male, diciamo “schifate”… ma che dovevo fare? 😀

Diario di Beasu Google+

Uomini che non parlano

C’è poco da fare: uomini e donne sono diversi. Lo sono anche nel parlare: gli uomini sono generalmente taciturni o parlano poco, le donne al contrario sono un vulcano di parole in eruzione, tant’è che vengono sempre prese in giro e definite “chiacchierone” o “pettegole”.

Io, invece, amo definirci “comunicative”. A noi, infatti, piace comunicare tutto quello che vediamo, sentiamo, facciamo, pensiamo, crediamo, insomma abbiamo tanto da dire! Mi ricordo un’intervista a una neuropsichiatra americana, pubblicata molti anni fa su una rivista femminile, che diceva che le donne usano in media 20mila parole al giorno, mentre gli uomini ne usano solo 7mila.

Se facciamo caso alla comunicazione tra un gruppo di maschi e uno di femmine, sicuramente anche noi notiamo che nel primo ci si limita a qualche battuta, risata e monosillabo, nel secondo invece c’è una vera e propria conversazione, un confronto aperto, che spazia da un argomento all’altro senza interruzione, dalle “cose serie” al gossip.

Anche nelle coppie sembra andare così. Lui ha poco da dire, lei vorrebbe sempre parlare e, mentre lui da definisce “logorroica”, lei si lamenta della mancanza di dialogo e impara nel tempo a interpretare e capire il proprio compagno anche attraverso i suoi silenzi.

Sempre nell’intervista alla neuropsichiatra americana, infatti, si diceva anche che la donna capisce subito dall’espressione del viso di lui se c’è qualcosa che non va, mentre l’uomo se ne accorge solo quando lei piange! :O

Io e il mio fidanzato siamo un esempio lampante di questa differenza uomo/donna, potete vederlo nella vignetta di questa settimana. 😀 Ogni sera, a cena, mentre gli racconto la mia giornata, non solo non interagisce ma addirittura a volte non mi ascolta nemmeno!

Invece anche lui dovrebbe ascoltare un consiglio che un giorno abbiamo letto su una rivista mensile: “A tavola con una donna, bocca chiusa e orecchie aperte!”. 😀

Diario di Beasu Google+

Dove ho parcheggiato?!

Avete presente lo stereotipo della donna al volante? Quella che va sempre troppo piano, un po’ imbranata nelle manovre, totalmente incapace di parcheggiare in posteggi stretti, ecc. ecc. ecc.? Ecco, sono io.

Non solo: il mio cervello rifiuta a priori tutto ciò che ha a che fare – anche lontanamente – con l’auto. Per questo, non ho ancora imparato la mia targa, né ho capito come aggiungere l’acqua del tergicristalli, non mi riesco mai a ricordare le date di scadenza di bollo e assicurazione, il tagliando e la revisione, figuriamoci se so cambiare una gomma bucata!

Come se non bastasse, non ho il senso dell’orientamento. Non mi perdo solo mentre guido, ma anche quando – tornando a piedi verso il parcheggio – mi rendo conto di non ricordare dove ho posteggiato. Così, posso percorrere km e km avanti e indietro senza trovare la mia auto! 😀

Capita soprattutto nei centri commerciali, all’Ikea, negli ospedali, in tutti quei posti cioè che hanno parcheggi enormi, su più piani o in diverse zone contraddistinte da lettere, numeri o colori.

Già nel momento in cui torno verso il parcheggio, a piedi e magari carica di borse e borsettine, mi rendo conto di non aver memorizzato nessun punto di riferimento. Mi assale subito il panico, così più mi sforzo di pensare e meno ricordo. Inizio a camminare tentando la fortuna (che però solitamente non mi soccorre), passo accanto a lunghe, interminabili file di macchine parcheggiate guardandole una ad una con occhi imploranti.

A un certo punto, disperata, provo anche a usare il telecomando, sperando di vedere la mia auto “illuminarsi” e aprirsi lì vicino. Mentre premo ripetutamente il tasto, mi sollevo sulla punta dei piedi e mi giro su me stessa per vedere tutte le macchine parcheggiate, a 360°. Niente, la mia auto non c’è! Mi tocca ancora camminare…

Diario di Beasu Google+

Uomini che non vedono quello che hanno davanti agli occhi

Sto pensando da un’ora come intitolare questo post e non riesco proprio a trovare un titolo adatto.

“Uomini che cercano qualcosa che hanno davanti agli occhi e non lo vedono” è troppo lungo. “Uomini ciechi”? Mi sembra offensivo. Mhm, mumble mumble. Vabeh, il titolo lo scriverò per ultimo e in ogni caso non sarà abbastanza efficace! 😀

Intanto avete capito benissimo, mie care amiche, di cosa sto parlando. Oggi vorrei affrontare con voi la scottante questione dei maschi che, pur vivendo in casa con noi, non sanno dove sono riposte le varie cose e non trovano mai nulla.

Un esempio? Il mio ragazzo, ogni volta che si deve vestire, pur guardando nell’armadio non trova i capi che cerca. Allora, in boxer e calzini, inizia a perlustrare la casa con aria trafelata, ahahha! Guarda tra i panni da stirare, tra quelli ancora da lavare, finché mi chiede disperato: “Beaaa, dove hai messo i miei jeans nuovi? E dov’è finita la mia camicia azzurra a righe?”.

Il tono è inizialmente accusatorio, come se io fossi una specie di mago Merlino che si diverte a far sparire le sue cose. 😀 Gli rispondo tranquillamente: “Sono al solito posto” e lui, seccato: “No, non ci sono, ho appena guardato”. Insisto: “Guarda meglio” e lui continua, sbuffando: “Ti ho detto che qui non c’è niente”.

Spero sempre che la sua “caccia al tesoro” vada a buon fine, invece ogni volta mi tocca interrompere quello che sto facendo per andare a prendere le cose che sta cercando e dargliele. Quando vede che avevo ragione e che quello che cercava era proprio davanti ai suoi occhi, rimane stupito, con un’espressione come se pensasse: “Ma come è possibile? Avevo guardato bene”.

Questo non capita naturalmente solo con i vestiti, ma con qualsiasi altro oggetto. Insomma, è come se il mio ragazzo vivesse con me, sì, ma in modalità “ospite”. Anche a voi capita di avere questa impressione dai vostri fidanzati/mariti/figli/fratelli? Fatemi sapere!

Diario di Beasu Google+

Uomini moribondi con 37 di febbre

Ciao ragazze! Oggi parliamo di come gli uomini affrontano l’influenza. Non intendo quei virus tremendi che debiliterebbero chiunque, con febbre alta o problemi intestinali che costringono a rimanere sul water per ore, ma quelle “leggere” con poche linee di febbre, qualche dolore alle ossa, magari un po’ di mal di gola e raffreddore. 

Quello che voglio dire, con questo post, è che quando gli uomini hanno anche solo mezza linea di febbre, si lamentano come se fossero in punto di morte. Lo avete notato anche voi? Invece, noi donne riusciamo a far fronte anche alle influenze più terribili continuando i nostri impegni quotidiani, come lavorare, fare la spesa, cucinare, ecc., senza che gli altri se ne accorgano! Insomma, tra i due sessi c’è una differenza abissale anche in questo!

Me ne sono resa conto ancora di più in questi giorni. Tornando a casa, infatti, ho trovato il mio ragazzo sdraiato sul divano, completamente avvolto da un plaid e con la borsa del ghiaccio sulla testa. Tremava. Mi ha subito detto, tremando, di sentirsi male, talmente male da voler chiare subito il dottore, la guardia medica, l’ambulanza! Insomma, farneticava.

Quando gli ho chiesto che sintomi avesse, mi ha risposto che si sentiva “40 di febbre” (sue testuali parole). Inizialmente mi sono preoccupata, immaginando il peggio, poi però gli ho portato il termometro e dopo la misurazione segnava 37. Così ho capito che si trattava del solito raffreddamento stagionale! :)

I giorni seguenti, il mio ragazzo non si è mai mosso dal letto e dal divano, ha vissuto davanti alla tv, crogiolandosi nel suo sentirsi malato, come quei bambini che sono contenti di avere l’influenza così possono saltare la scuola e passare le giornate davanti alla tv. 😀

Intorno a lui, miriadi di fazzoletti di carta usati e poi appallottolati e gettati per terra, termometro posizionato in bella vista sul comodino o sul tavolino, aspirine effervescenti, sciroppo per la tosse (eppure non l’ho sentito tossire nemmeno una volta! :D), spray nasale, pastiglie per il mal di gola.

Mi guardava con aria supplichevole, emettendo ogni tot. degli starnuti quasi “urlati” per assicurarsi che li sentissi bene, da qualsiasi stanza della casa mi trovassi! 😀 Insomma, una commedia!

Ditemi che queste situazioni capitano anche a voi coi vostri fidanzati o mariti, per favore! 😀 Raccontatemi qualche aneddoto divertente!

 

Diario di Beasu Google+