Archivio mensile: aprile 2015

L’insonnia

Non so se sia colpa della primavera, ma in queste ultime settimane non riesco a dormire. Passo le notti a contare le pecore e mi addormento solo verso l’alba, poco prima che suoni la sveglia.

Quando suona, poi, faccio una gran fatica a sentirla e per riuscire ad aprire gli occhi devo usare tutte le mie forze: mi sembra notte fonda! La mia mente è annebbiata e i miei movimenti sono impacciati. Così, mi preparo per uscire con una lentezza da zombie.

Non parliamo della mia produttività in ufficio: nonostante i tanti caffè che bevo per svegliarmi, non riesco proprio a connettere. E il dopo pausa pranzo? Il solito abbiocco diventa insostenibile, dovrei mettermi gli stuzzicadenti tra le palpebre per tenerle sollevate, come si vede nei fumetti!

Il pomeriggio prosegue con grandi sbadigli e svariate pause per fare qualcosa che mi tenga sveglia: invento scuse per alzarmi e fare due passi, vagando tra le scrivanie dei colleghi, e accetto tutti i loro inviti alle macchinette del caffè. Continuo a guardare l’orologio, come se a forza di guardarlo le lancette potessero andare più veloci: insomma, la giornata sembra non passare mai!

Quando esco dall’ufficio mi sento sollevata perché so che di lì a poco potrò dormire e stranamente la possibilità di “andare a letto come le galline”, cioè prestissimo, mi sembra una cosa bellissima. Alla fermata del tram e durante il tragitto prendo addirittura sonno, una volta a casa mangio qualcosa per cena al volo, poi corro a lavarmi i denti e mettermi il pigiama. Finalmente sono pronta per buttarmi a letto e farmi una bella, rigenerante dormita!

Ma… matematicamente, una volta che appoggio la testa sul cuscino, i miei occhi si aprono e rimangano sbarrati per tutta la notte, la mia mente -fino a quel momento offuscata- diventa super lucida e vaga tra mille pensieri: mi sento come il protagonista di A beautiful mind, il premio Nobel John Forbes Nash jr.

Camomilla, valeriana, melatonina,… cosa mi consigliate? 😀

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Non vedere quello che si ha davanti agli occhi

Buongiorno ragazze! Come sapete, in questo blog mi piace parlare di cose buffe. Una di queste è il cercare qualcosa che si ha davanti agli occhi e non vederlo.

Può capitare con qualsiasi oggetto: le chiavi di casa o dell’auto, il telecomando, ecc. Di solito succede quando quell’oggetto serve e si ha fretta di trovarlo. Anche se è sotto il nostro naso, pur sforzandoci non si riesce a vederlo. Lo si cerca allora da altre parti, invano, finché ci si innervosisce e si pensa addirittura di averlo perso.

Quante volte mi capita! Diciamo che solitamente mi succede con gli occhiali da sole: quando non mi servono più, anziché riporli nella custodia li sollevo come fossero un cerchietto per capelli e mi dimentico di averli addosso.

Così, quando mi servono di nuovo li cerco ovunque e non li trovo: faccio il giro di tutte le stanze della casa o, se sono in ufficio, il giro delle scrivanie, svuoto la borsa, chiedo a familiari o colleghi se li hanno visti, poi mi dispero… finché qualcuno mi dice che ce li ho in testa!

Ahahha, capita anche a voi? 😀

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Maledetta primavera!

Anche chi, tra di voi, nel 1981 non era ancora nata, avrà sentito la famosa canzone “Maledetta primavera” di Loretta Goggi. A me viene sempre in mente quando, al cambio di stagione, mi ammalo per colpa dei continui sbalzi di temperatura durante il giorno!

La “bella stagione”, infatti, è così:

La mattina: freddo glaciale

Di mattina mattina presto, quando ci si alza e ci si prepara per andare a scuola o al lavoro, fa ancora freddo. Da me, ad esempio, ieri c’erano solo, quasi come in inverno! Per non uscire troppo vestite però, ad esempio con piumino e sciarpa, e rischiare di essere prese in giro da tutti i passanti, si decide di optare per qualche capo più leggero. E allora via di giubbotti di pelle, cappottini e spolverini, a battere i denti finché non si arriva in aula o in ufficio!

La pausa pranzo e il pomeriggio: caldo tropicale

Quando si esce per andare a pranzo, altro colpo di scena: fa caldissimo! Per questo si suda e ci si toglie tutto quello che ci si può togliere, restando in t-shirt o canotta. Riguardo a ieri, ad esempio, c’erano 25° e mentre mangiavo al parco con i miei colleghi ho dovuto, per non svenire, togliermi anche scarpe e calzini e arrotolarmi i jeans fin sotto le ginocchia. Per fortuna mi ero depilata, ma vi garantisco che per i miei colleghi non è stato comunque un bello spettacolo, visto il colore cadaverico delle mie gambe! 😀

La sera: termosifone acceso

Cosa aspettarsi al termine di una giornata afosa passata in ufficio senza poter accendere l’aria condizionata (è ancora troppo presto per farlo), in cui si è tornate a casa tutte sudate e appiccicose e si è corse sotto una doccia rinfrescante? Sicuramente una serata calda o perlomeno tiepida. Invece no! Mentre si prepara la cena e ci si siede a tavola per mangiare, oppure quando dopo cena ci si siede davanti al computer o sul divano a guardare un film, ecco che improvvisamente si risente quel freddo del mattino. Sembra che in casa faccia più freddo rispetto a fuori e ci si copre con maglioni, calzini di lana, addirittura plaid! Tornando a ieri, alla sera ero raggomitolata sul divano con la borsa dell’acqua calda e il termometro per misurare la febbre. Già, perché questi sbalzi di temperatura mi hanno fatto prendere raffreddore, tosse e mal di gola!

Quale modo migliore, quindi, per concludere questo post proprio con il ritornello di “Maledetta primavera”?:

“Che fretta c’era, maledetta primavera, che fretta c’era se fa male solo a me?”.

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Bambini: la bocca della verità!

Si dice che “i bambini sono la bocca della verità” e io penso sia assolutamente vero. Lo posso constatare ogni volta che ho il piacere di poter passare del tempo con i miei nipotini.

I bambini, infatti, hanno una visione delle cose, delle persone e delle situazioni, molto chiara e immediata. Il loro ragionamento non è contorto come quello di noi adulti, ma molto semplice e lineare. Sono limpidi e sinceri, perciò con poche parole sanno dire in modo diretto e disarmante le cose come stanno.

I bambini hanno un sacco di altri pregi: sono curiosi e entusiasti, sanno stupirsi e gioire di ogni piccola cosa, non hanno malizia, si divertono, hanno molta fantasia, sognano a occhi aperti, credono che tutto sia possibile, non si vergognano di piangere, sanno dare amore senza giudicare, non vivono di fretta né pensano al denaro, non fanno calcoli, ecc. Insomma, penso che non siano loro a dover imparare da noi adulti, ma il contrario!

Ma torniamo alla loro trasparenza, al loro dire le cose così come stanno. Dicevamo: “i bambini sono la bocca della verità”. Molte mamme, sorelline, zie e nonne, sanno bene che questo loro parlare “senza filtri” può mettere in imbarazzo in particolari situazioni. Ognuna di noi ha probabilmente un “repertorio di figuracce” fatte con parenti, amici e perfetti sconosciuti, a causa delle “sparate” dei bambini.

Quello che voglio raccontarvi oggi, riguardo ai miei nipotini, non è però una figuraccia ma una situazione di estremo stupore, imbarazzo e infine risate, che le loro affermazioni sincere e spontanee mi hanno causato.

L’altro giorno sono stata un po’ con loro e, mentre li facevo giocare, il più piccolo se n’è uscito con questa domanda: “Ziaaa? Ma aspetti un bambino?”. Una domanda inaspettata, come un fulmine a ciel sereno, che mi ha lasciata perplessa: perché mai mio nipote dovrebbe pensare che sono incinta?! Dopo un attimo di silenzio, gli ho risposto: “No, tesoro, perché?”. E lui, indicandomi la pancia: “Perché hai la ciccia”. Non vi dico come ci sono rimasta… Ok, ho la pancetta, mio nipote l’ha notata e me l’ha fatta notare, quindi il mondo intero la nota anche se non me la fa notare. Mi sono sentita una balena. 

Ma non è finita qui. La nipotina, più grande, è intervenuta con tono sufficiente di chi sa tutto e ha la verità in mano: “Ma no, la zia non aspetta un bambino, non è nemmeno sposata!”. E, sollevando le mani coi palmi rivolti verso l’alto, come in segno di rassegnazione, ha ripetuto: “Non ha ancora trovato marito”. Ho avuto un ulteriore momento di disorientamento e silenzio, più lungo del primo, ma stavolta non sono riuscita a rispondere. Ok, ho la pancetta e non mi sono ancora sposata: che c’è di male? Mi sono sentita una balena zitella.

Il colpo di grazia è arrivato dal piccolino, che ha ripreso la parola per sentenziare: “Ma la zia ha dei capelli bianchi, è quasi vecchia. Le signore con i capelli bianchi hanno tutte un marito”. E bravo il mio nipotino! Ragionamento che fila, senza fare una piega: se ho qualche capello bianco vuol dire che ho “una certa età” e dovrei essere già sposata e incinta! Semplice, come 2+2=4. Mi sono sentita una balena zitella vecchia.

Ahahha, ragazze! Non sapete quante risate mi sono fatta appena mi sono ripresa! 😀 Certo, dovremmo tutti imparare ad essere sinceri come i bambini, ma certo non in situazioni come questa! Se vedete una 30enne con qualche capello bianco e un po’ di pancetta, come me, continuate pure a non farla sentire una sfigata perché non è ancora sposata e con figli! 😀 

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