Archivio mensile: maggio 2015

Cantare sotto la doccia

Ogni volta che¬†faccio la doccia mi succede una cosa strana: appena ci metto piede e afferro il rubinetto per aprire l’acqua, automaticamente inizio a cantare a squarciagola fino a quando non ho finito di lavarmi.

La mia performance include brani improvvisati, di diverso tipo e in tutte le lingue: classica, pop, rock, rap, in Italiano, Inglese e qualche volta anche Francese. Insomma, mi piace cantare qualsiasi canzone mi venga in mente, anche quelle di cui non conosco tutte le parole… magari me le invento! ūüėÄ

Scrivo “performance” per modo di dire, perch√© in realt√† sono molto stonata e non conosco le lingue straniere: se qualche malcapitato mi vedesse e mi sentisse,¬†si¬†tapperebbe le orecchie per non farsi venire il mal di testa oppure si metterebbe a ridere a squarciagola.

Eh vabeh, che ci posso fare? Sar√† che una volta chiusa la porta del bagno e poi quella della doccia mi sento libera, ma non riesco proprio a contenermi e -vi dir√≤ la verit√†- nonostante sia stonata mi sento proprio una Rihanna o una Beyonce de noantri. ūüėÄ

L’altro giorno stavo cantando “I will always love you” di Whitney Houston, non so per che motivo ma mi √® venuta in mente quella. Ero l√¨ sotto l’acqua, con il soffione della doccia come microfono, e appena iniziato il ritornello¬†il mio ragazzo ha fatto irruzione in bagno.

“And aaaa-aaai, uill oluais lov iuu-uUuuuUUU”.

Naturalmente mi sono interrotta. Lui mi ha chiesto: “Tutto bene, Bea?” e io: “S√¨, sto facendo la doccia e cantando. Perch√©?”. Mi ha risposto: “Cantando? Mi sembrava piuttosto che stessi gridando dal dolore. Mi ero spaventato”.

Anche voi siete canterine sotto la doccia? Raccontatemi!

 

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Acrobazie al casello autostradale

Una cosa buffa che capita spesso, non solo a me ma a tante altre persone un po’ “impedite” alla guida o che semplicemente non hanno dimestichezza con le dinamiche dell’autostrada, √® arrivare al casello e accorgersi che si √® troppo distanti dallo sportello¬†e non si riesce a inserire il biglietto¬†per il pagamento nello spazio apposito.

Naturalmente, non si pu√≤ avanzare perch√© c’√® la sbarra n√© indietreggiare perch√© nel frattempo si √® creata dietro di s√® una colonna di¬†auto. Per questo, inizia una serie di tentativi¬†simili ad acrobazie.

PIANO A

La prima prova √® quella di allungare il braccio con tutte le proprie forze per cercare di raggiungere lo sportello. Chi ci riesce √® fortunato e al massimo si prende uno strappo muscolare. ūüėÄ

PIANO B

Chi non ci riesce, invece, deve provare un’altra tecnica, che tutte conoscerete: mettere l’auto in folle per poter staccare i piedi da frizione e freno senza che la macchina si spenga, staccare la cintura di sicurezza, abbassare del tutto il finestrino e allungarsi con tutto il corpo¬†verso lo sportello.

Ok, √® imbarazzante e¬†si rischia di prendersi qualche insulto dagli automobilisti incolonnati a cui si sta facendo perdere un sacco di tempo, ma √® sicuramente pi√Ļ sicuro rispetto a scendere dall’auto e “incamminarsi” verso lo sportello (in autostrada, naturalmente, √® vietato perch√© pericoloso)!

Oltre a questo, ci sono altri motivi per cui in autostrada¬†si rischia di creare coda e prendersi “claxonate” e insulti:

1)¬†arrivare al casello e non trovare pi√Ļ il biglietto;

2) inserire carte di pagamento o¬†denaro¬†e vederseli rifiutare e “sputare fuori” dallo sportello;

3) per¬†uno qualsiasi dei motivi precedenti o per altri motivi, dover suonare per chiedere aiuto all’operatore.

Raccontatemi le vostre disavventure in autostrada!

 

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La mamma è sempre la mamma!

Lo so, la Festa della mamma era domenica, ma non ho avuto il tempo di disegnare una vignetta a tema. Non importa:¬†la mamma √® una persona cos√¨ importante e speciale che va festeggiata ogni giorno dell’anno!

Anche se in ritardo, quindi, dedico questo post alla mamma, alla mia e a tutte le altre. Voglio celebrare, in particolare, un aspetto dolcissimo ma contemporaneamente comico che le accomuna tutte: l’apprensione.

Le mamme ci vogliono un mondo di bene e si preoccupano per noi, anche quando non ce n’√® bisogno. Lo fanno quando siamo piccole,¬†quando cresciamo¬†e perfino¬†quando siamo gi√† “adulte e vaccinate”. Insomma, le mamme hanno sempre un motivo per affannarsi per noi!

Se da una parte questo fa piacere perch√© ci sentiamo amate e coccolate, dall’altra pu√≤ a volte risultare pesante. Vi porto un esempio¬†tragicomico.

Domenica, proprio per la Festa della mamma, sono andata a pranzo¬†da¬†mia madre. Era una giornata molto calda, c’erano quasi 30 gradi. Arrivate al momento del caff√®, di punto in bianco mia mamma mi ha chiesto: “Bea, hai freddo?”. Un po’ stupita, ho risposto: “No, mamma”. Ma lei, come se le avessi mentito, ha continuato: “Mhm, secondo me hai freddo!”. Io: “No, mamma. Fa caldissimo e sto sudando”.

Il botta e risposta √® andato avanti per un po': lei continuava a insistere sul fatto che io potessi avere freddo, io negavo e la rassicuravo. Ebbene, non c’√® stato niente fa fare: alla fine si √® alzata da tavola ed √® andata in camera a prendere un mio vecchio maglione (di lana, rosso e con una renna ricamata! Ahahhahah! Dalla camera gridava: “Non vorrai mica prenderti un raffreddore! E se ti venisse un blocco della digestione?!”.

Come potete immaginare, quando √® tornata in cucina con¬†il maglione non ho potuto accontentarla e indossarlo, altrimenti sarei svenuta per il¬†caldo! ūüėÄ

E voi? Avete qualche episodio divertente da raccontare sull’apprensione della vostra mamma? Fatemi sapere!

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Il potere del trucco e quello dello “strucco”

√ą proprio vero che il trucco fa miracoli: migliora non solo il proprio aspetto, ma anche la considerazione di s√® e di conseguenza permette di sentirsi a proprio agio in tutte le situazioni.

Devo dire che io mi trucco poco, ma non riuscirei a rinunciare a questo “poco” e ad uscire di casa completamente struccata. Le poche volte che l’ho fatto, infatti, tutti mi hanno chiesto se stavo male: Bea, che brutto colorito! Non ti senti bene?”, oppure Bea, che occhiaie! Non hai dormito?. ūüėÄ

Insomma, devo dire che se potessi non mi struccherei mai!¬†Invece bisogna farlo, soprattutto prima di andare a dormire, per pulire la pelle e darle modo di “respirare”. Ebbene, in questo post spendiamo due parole sul tragico momento dello “strucco”! ūüėÄ

Ci si avvicina allo specchio del bagno tutte carine: ciglia lunghissime grazie a strati su strati di mascara nero, sguardo definito con una linea sottile di eye liner sulla rima superiore e di matita scura sulla rima inferiore, zigomi evidenziati dal contouring (che in realtà non ho ancora imparato a fare nonostante mesi di videotutorial su Youtube), labbra polpose grazie a matita, rossetto e gloss.

√ą incredibile: tempo di passare sul proprio viso il cotoncino con lo struccante occhi e poi quello con il latte detergente e… riguardando nello specchio sembra di vedere un’altra persona!¬†Colorito cadaverico, occhiaie, occhi che sembrano quasi senza ciglia, sopracciglia quasi inesistenti, labbra sottilissime. Aiutooo! Per fortuna √® ora di andare a letto e spegnere la luce! ūüėÄ

E voi come vivete il momento dello strucco? :)

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Avere qualcosa tra i denti e non accorgersene

Una delle cose imbarazzanti che possono succedere quando si è con altre persone è avere qualcosa tra i denti e non accorgersene.

Ci√≤ significa che, mentre parliamo e ridiamo, gli altri vedono questa cosa indefinita che penzola nella nostra bocca¬†(un pezzo di prezzemolo, insalata, ecc.) e provano sicuramente un certo disgusto. Il pi√Ļ delle volte non hanno la confidenza per dircelo e, nonostante gli sforzi di non fissare i nostri denti, non ci riescono e i loro occhi cadono sempre l√¨.

La cosa crea ancora pi√Ļ disagio se ci succede quando siamo in presenza di colleghi, capi e… fidanzati,¬†con cui si vorrebbe sempre essere impeccabili, non¬†certo fare figuracce!

A questo proposito, l’altra sera il mio ragazzo mi ha invitata a cena fuori, in un ristorante molto romantico. Mentre aspettavamo il dolce, seduti a lume di candela e tenendoci le mani, lui mi ha detto, arrossendo: “Bea, devo dirti una cosa”.

Era imbarazzato, non trovava le parole, mi guardava e poi abbassava lo sguardo sul tavolo. Subito ho pensato che mi stesse per chiedere di sposarlo.¬†Cos√¨ sono arrossita anch’io, avevo il cuore a mille… Quando finalmente ha trovato il coraggio, per√≤ ci√≤ che mi ha detto √® stato: “Hai qualcosa tra i denti”.

Non vi dico quanto male¬†ci sono rimasta! Io mi aspettavo un discorso strappalacrime degno del pi√Ļ bel film d’amore, invece… ūüėÄ Maledetti pezzi di cibo tra i denti!

 

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