La pizzeria e l’ansia da ordinazione

Tra le cose buffe che caratterizzano me, ma anche tante altre ragazze, c’è l’“indecisione molesta” quando in pizzeria è il momento di ordinare.

“Molesta” perché tutti sono giustamente infastiditi dai miei tentennamenti: le persone sedute al mio tavolo hanno già ordinato con grande convinzione e scioltezza, il cameriere mi fissa dall’alto picchiettando la penna sul blocchetto notes, insomma tutti aspettano impazienti che io pronunci la mia scelta definitiva.

Il problema è che davanti a un menu con decine di pizze diverse, non sono mai in grado di decidere: vorrei mangiarle tutte! Inizialmente penso di ordinare un “classico”, ossia una delle mie preferite, come la viennese, la marinara o la pizza con le patatine.

Matematicamente, però, qualcuno mi dice: “Bea, perché prendi sempre la stessa pizza e non provi qualcosa di diverso? Sei proprio un’abitudinaria!”. Allora penso che è vero, dovrei provare altro. Così rileggo tutto il menu e mi oriento su una pizza diversa. Ma non sono sicura, mi vengono un miliardo di dubbi: “è troppo farcita”, “è troppo calorica”, “mi farà venire sete”, “non riuscirò a finirla”, “ha un ingrediente che non mi piace”, “mi pentirò sicuramente” e via dicendo.

Così, quando il cameriere sta per pronunciare con tono seccato la classica frase “Torno dopo”, il mio tavolo insorge: “Bea sei sempre la solita!”, “Cosa ci vorrà mai per scegliere una pizza?!”, ecc. In quel momento mi sento come se il tempo della clessidra stesse per scadere e mi viene una specie di “ansia da prestazione” che mi fa dimenticare tutte le pizze che fino a quel momento avrei voluto chiedere. E sapete cosa faccio? Ordino una margherita! 😀

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