Sui mezzi pubblici all’ora di punta tra ragazzini irruenti

Quello di cui voglio parlarvi è il mio tragitto sui mezzi pubblici, da casa all’ufficio e viceversa, nelle cosiddette “ore di punta”, quando cioè sembra che il mondo intero si stia spostando tutto insieme per raggiungere la scuola o il lavoro 😀

Che si tratti di un autobus, un tram, una metro o un treno, poco importa: il viaggio è sempre poco piacevole: i mezzi sono strapieni, a volte è difficile perfino riuscire a salirci, e – se ci si riesce – si passa tutto il tempo stipati, a rischio di piedi calpestati e gomitate ovunque, ma anche con grandi difficoltà a scendere alla propria fermata. 

L’unico lato positivo è che si incontrano dei veri e propri “personaggi”, passeggeri che per un motivo o per l’altro catturano la nostra attenzione e ci fanno sorridere oppure riflettere.

Per me, i viaggi più tragicomici sono quelli con gruppi di ragazzi delle medie o delle superiori.

Da una parte, pur adorando i bambini e gli adolescenti, penso che in questa circostanza dovrebbero essere un po’ meno vivaci. 😀 Mi sembra che pur trovandosi sui mezzi pubblici, cioè in spazi ristretti e con molte altre persone, tengano spesso lo stesso comportamento che hanno quando si incontrano per strada: per parlarsi usano un tono di voce altissimo, come se si trovassero a chilometri di distanza; si spostano ininterrottamente da un posto all’altro in modo irruente, noncuranti degli altri passeggeri, che anzi urtano per poi chiedere scusa; si manifestano affetto con spintoni amichevoli e insulti altrettanto amichevoli. Insomma, la loro presenza “si sente”! 😀 E finora mi hanno regalato un bel po’ di cartellate, ombrellate, gomitate, ecc. 😀

Dall’altra parte, invece, mi diverte guardarli: vestiti e pettinati quasi tutti allo stesso modo, con i jeans col cavallo basso e l’elasticone dei boxer griffati in bella vista, come una gara a chi ha le mutande più costose :D, e i capelli con la crestina di varie altezze e vari strati di gel :D.  Hanno gli stessi modi di dire. I miei preferiti? “Bella zio!” o “Bella zia!” e “Sto pezzando” (che, per chi non lo sapesse, significa “Sto sudando”). 😀

Insomma, i viaggi sui mezzi pubblici con gli adolescenti che vanno o tornano da scuola mi causano sempre uno stato d’animo conflittuale di “amore-odio”, anche se alla fine prevale sempre un’immensa tenerezza! E a voi?

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