Maledetta primavera!

Anche chi, tra di voi, nel 1981 non era ancora nata, avrà sentito la famosa canzone “Maledetta primavera” di Loretta Goggi. A me viene sempre in mente quando, al cambio di stagione, mi ammalo per colpa dei continui sbalzi di temperatura durante il giorno!

La “bella stagione”, infatti, è così:

La mattina: freddo glaciale

Di mattina mattina presto, quando ci si alza e ci si prepara per andare a scuola o al lavoro, fa ancora freddo. Da me, ad esempio, ieri c’erano solo, quasi come in inverno! Per non uscire troppo vestite però, ad esempio con piumino e sciarpa, e rischiare di essere prese in giro da tutti i passanti, si decide di optare per qualche capo più leggero. E allora via di giubbotti di pelle, cappottini e spolverini, a battere i denti finché non si arriva in aula o in ufficio!

La pausa pranzo e il pomeriggio: caldo tropicale

Quando si esce per andare a pranzo, altro colpo di scena: fa caldissimo! Per questo si suda e ci si toglie tutto quello che ci si può togliere, restando in t-shirt o canotta. Riguardo a ieri, ad esempio, c’erano 25° e mentre mangiavo al parco con i miei colleghi ho dovuto, per non svenire, togliermi anche scarpe e calzini e arrotolarmi i jeans fin sotto le ginocchia. Per fortuna mi ero depilata, ma vi garantisco che per i miei colleghi non è stato comunque un bello spettacolo, visto il colore cadaverico delle mie gambe! 😀

La sera: termosifone acceso

Cosa aspettarsi al termine di una giornata afosa passata in ufficio senza poter accendere l’aria condizionata (è ancora troppo presto per farlo), in cui si è tornate a casa tutte sudate e appiccicose e si è corse sotto una doccia rinfrescante? Sicuramente una serata calda o perlomeno tiepida. Invece no! Mentre si prepara la cena e ci si siede a tavola per mangiare, oppure quando dopo cena ci si siede davanti al computer o sul divano a guardare un film, ecco che improvvisamente si risente quel freddo del mattino. Sembra che in casa faccia più freddo rispetto a fuori e ci si copre con maglioni, calzini di lana, addirittura plaid! Tornando a ieri, alla sera ero raggomitolata sul divano con la borsa dell’acqua calda e il termometro per misurare la febbre. Già, perché questi sbalzi di temperatura mi hanno fatto prendere raffreddore, tosse e mal di gola!

Quale modo migliore, quindi, per concludere questo post proprio con il ritornello di “Maledetta primavera”?:

“Che fretta c’era, maledetta primavera, che fretta c’era se fa male solo a me?”.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>