Paura di volare: esistono tecniche per superarla?

Siamo in estate: tempo di vacanze, sole, mare, spiagge. Ahhhh, che bellezza! Peccato però che per raggiungere certe destinazioni occorra prendere l’aereo.

Come molte altre persone, anch’io ho paura di volare. La chiamano “aerofobia”: ebbene, io sono un “caso patologico” e senza speranza.

A farmi passare la paura ci continuano a provare in molti: il mio ragazzo, i miei genitori, i miei parenti, i miei amici e perfino gli altri passeggeri, alias perfetti sconosciuti impietositi (o spazientiti?) dal mio stato di disperazione. Eppure, nessuno dei loro tentativi va a buon fine.

Riassumendo, queste sono le tre strategie che hanno usato di più finora:

Sdrammatizzare la paura dell’aereo

Il mio ragazzo gioca sempre la carta della sdrammatizzazione. Il suo cavallo di battaglia, infatti, è questa frase, che inizia sempre con una risata: “Aahhah, ma dai! Non dirmi che hai paura! Ma non vedi che volano anche i bambini?”.

A una persona col terrore dell’aereo non piace che, proprio mentre sta tremando di paura, qualcuno sminuisca quella paura. E del fatto che “perfino i bambini” abbiano il coraggio di volare non le importa proprio nulla. Ma il mio ragazzo, come quasi tutti gli uomini, non ha una sensibilità o una psicologia così spiccate da saper “studiare” strategie più efficaci, così ogni volta utilizza questa.

L’effetto è di farmi innervosire ancora di più. E più io mi innervosisco, più lui ride. Più lui ride, più io mi innervosisco. Un cane che si morde la coda. 😀

Fornire dati statistici sulla sicurezza dell’aereo

Mio padre per fortuna non mi prende in giro, ma tenta di rassicurarmi utilizzando la statistica: per tutto il tempo, da quando mettiamo piede in aeroporto a quando atterriamo e scendiamo dall’aereo, elenca senza nemmeno riprendere fiato una serie di numeri.

Ecco un esempio, pronunciato ovviamente con tono da maestrino: “Non preoccuparti, Bea: l’aereo è 12 volte più sicuro del treno e 60 volte più sicuro dell’automobile!”. Oppure: “Un passeggero dovrebbe effettuare una media di circa 5,3 milioni di voli prima di imbattersi in un incidente. Nel 2011 ci sono state 490 vittime di disastri aerei, nel 2012 solo 401: lo vedi? Sempre più sicuri!”.

Naturalmente, sentire il numero preciso dei morti per incidente aereo negli ultimi anni non è proprio la strategia vincente per rassicurarmi, ma apprezzo lo sforzo e la pazienza di mio padre e con la bocca secca dalla paura abbozzo un sorriso. Almeno, se pensa di essere riuscito a tranquillizzarmi, finisce il suo “documentario” in stile Piero Angela.

Stringere la mano durante decollo, turbolenze e atterraggio

E arriviamo alla terzo metodo più utilizzato dai miei cari per farmi passare la paura mentre siamo in volo. Dopo avervi raccontato cosa fanno il mio ragazzo e mio padre, quindi le principali tecniche maschili, eccone una prettamente femminile: l’empatia.

Diciamo subito che a noi donne non verrebbe mai in mente di confortare una persona che si trova nel panico ridendole in faccia in modo rude e sarcastico, o elencando con razionalità e orgoglio un elenco di dati freddi e statistici. Noi donne siamo molto più sensibili e attente.

Così, le mie compagne di viaggio (che sia la mamma, la sorella o un’amica di turno) ogni volta attuano “protocolli” concretamente utili: mi accompagnano a prendere una camomilla prima di salire in aereo, mi costringono a chiacchierare per distrarmi, mi preparano delle musiche rilassanti nel lettore MP3, mi stringono la mano nei momenti clou come decollo, turbolenze e atterraggio. Il tutto senza mai abbassare la soglia d’attenzione sul mio stato d’animo e notando anche la mia minima espressione o smorfia.

Ma c’è un “ma”: spesso noi donne siamo troppo sensibili. Ciò significa che tendiamo ad assorbire e farci condizionare dall’inquietudine degli altri. In altre parole, può succedere che a un certo punto anche la mia compagna di viaggio inizi ad agitarsi e suggestionarsi: “Ti prego, Bea, dimmi cosa ti senti: hai sensazioni strane? Non avrai mica hai una premonizione? Oh Santo Cielo, pensi che l’aereo cadrà?!”. Risultato: due donne nel panico anziché una sola. 😀

Insomma, come vincere la paura di volare?

Al di là dei tentativi di rassicurarci da parte di chi ci vuole bene, so che esistono un sacco di strumenti per superare l’aerofobia forniti da esperti: articoli su Internet, libri, esercizi, addirittura corsi!

Personalmente ho provato di tutto, ma salire su quell’aggeggio rumoroso, traballante e claustrofobico, mi fa ancora venire gli attacchi di panico. Possono cercare di convincermi in tutti i modi, ma lo vivrò sempre coma una “scatoletta” in cui si sta schiacciati come sardine insieme agli altri passeggeri, da cui non si può scendere quando si vuole, né aprire il finestrino per prendere una boccata d’aria.

Se da questo articolo vi aspettavate un consiglio da parte mia, beh, vi ho sicuramente deluse. Posso solo dire, da grande fifona, che vale la pena di affrontare la paura pensando che, se non si vola, non si può neanche arrivare alla propria destinazione, vedere un nuovo posto bellissimo e vivere la vacanza che si è tanto aspettata. :)

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